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Resoconto del convegno organizzato da Unaproa

"Da Expo la voce e' unanime: "Per incentivare il consumo di frutta e verdura servono piu' fondi pubblici"

Il recente rapporto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sui rischi connessi al consumo di carni conservate non poteva costituire assist migliore per l'appuntamento di ieri a Expo, organizzato dall'unione nazionale Unaproa e intitolato 'Fruit & Veg: more is better': un confronto tra le diverse campagne di promozione per incentivare il consumo di frutta e verdura portate avanti da diverse organizzazioni internazionali, europee e non.


Il tavolo dei relatori ieri a Expo Milano, durante l'incontro 'Fruit & Veg: More is Better', organizzato da Unaproa (clicca qui per scaricare le presentazioni della giornata).

Tutti i partecipanti all'incontro sono stati concordi su tre punti. Il primo è quello riassunto nelle parole di Ambrogio De Ponti, presidente di Unaproa: "Da anni diciamo che frutta e verdura sono la base di una dieta sana, ma il loro consumo va incentivato. Investire qui è il miglior investimento sociale che si possa fare; gli Stati Uniti (che da anni recenti stanno promuovendo il consumo di frutta e verdura, ndr) calcolano un risparmio di 52 miliardi di dollari nelle spese sanitarie; ora anche noi stiamo calcolando quanto si potrebbe risparmiare se si consumassero più frutta e verdura".


Ambrogio De Ponti, presidente di Unaproa.

Il secondo punto, invece, è una constatazione: nonostante gli sforzi di promozione i consumi di frutta e verdura risultano in calo, mentre il terzo punto è una richiesta: "Abbiamo bisogno di più fondi per la promozione. gli attuali 900mila euro all'anno (a tanto ammontano i finanziamenti pubblici per la nuova campagna Unaproa, ndr) possono sembrare molti, ma non è così", riprende De Ponti. E qui vedasi i casi analoghi della Francia e dell'Argentina.

In Francia, spiega Vincenza Ferrucci di Interfel, l'interprofessionale ortofrutticola francese, "di tutta la spesa per la pubblicità, quella per la frutta e la verdura è solo lo 0,5% del totale: com'è possibile che un bambino scelga frutta e verdura invece della Coca Cola, che in pubblicità investe da sola decine di volte di più?". E si consideri che la Francia è un Paese con budget milionari a disposizione per le attività promozionali in ortofrutta: tra aiuti nazionali (2,6 milioni di euro), aiuti europei (2,4 milioni di euro) e contributi volontari obbligatori versati dai soci (9,7 milioni di euro) nel 2014 ha avuto a disposizione 14,7 milioni di euro, il 69% dei quali utilizzati per la promozione del consumo, come vedremo più avanti. Eppure in Francia, così come in Italia e altrove i contributi pubblici per questo settore sono in calo. Nel 2016, però, gli incentivi statali francesi per il settore si azzereranno.


Al centro Vincenza Ferrucci, di Interfel (Francia), durante l'incontro di ieri a Expo Milano.

In Argentina invece "si investono 3 milioni di euro all'anno per promuovere un prodotto che non avrebbe bisogno di alcuna promozione", chiosa Mariano Winograd, presidente di 5aD (5 al Dia), l'omologo argentino di Unaproa e Interfel in fatto di promozioni per incentivare il consumo di frutta e verdura. L'Argentina è tra i maggiori consumatori di carne del mondo: ogni anno se ne consumano più di 100 chili a testa (manzo in testa) e, come spiega il presidente di 5aD, "visti i prezzi, basterebbe ridurre il consumo annuo di carne di 20 chili pro capite per poter aumentare quello di frutta e verdura di 60 chili a testa all'anno". Similmente, spiega anche la Ferrucci, "nell'Unione Europea, nella concessione dei contributi, c'è una valutazione alla pari tra noi e chi, come il settore del vino e della carne, già di suo potrebbe investire molto di più".

All'incontro di ieri era presente anche Giancarlo Caratti, Head of Task Force - Deputy Commissioner General di Expo Milano 2015, il quale spiega come "nessuno obietti sul fatto che una dieta equilibrata richieda più frutta e verdura. La Commissione Europea prenderà delle decisioni sulla base del risultato del rapporto OMS".


A sinistra Giancarlo Caratti, Deputy Commissioner General di Expo Milano 2015, a destra Ambrogio De Ponti, presidente Unaproa.

Come se sul fuoco non ci fosse già abbastanza carne, in chiusura il presidente di Unaproa, aggiunge un altro elemento. "Quest'incontro – spiega De Ponti – mi fa pensare che potremmo (insieme con le altre organizzazioni che promuovono i consumi di frutta e verdura, ndr) collaborare più sistematicamente; mi piacerebbe ci fosse un luogo stabile per questo". Anche perché, se è vero che ogni paese fa un po' storia a sé e quello che funziona in uno non è detto funzioni altrove, è altrettanto vero che ogni organizzazione va avanti da sola la dimostrazione sta anche nel quanto sia variegato l'approccio comunicativo al tema 'promozione del consumo di frutta e verdura'. Vediamo qui di seguito brevemente le diverse campagne messe in campo in paesi diversi.

In Italia, nel 2003, prima ancora che in Europa si parlasse della necessità di consumare frutta e verdura 5 volte al giorno, Unaproa apre le danze con 'I 5 colori del Benessere', affiancando al tema salutistico quello dei colori derivanti, in frutta e ortaggi, da polifenoli e flavinoidi, sostanze che, oltre appunto a connotare cromaticamente gli ortofrutticoli freschi, fanno anche bene alla salute sotto vari aspetti. Si accantona dunque l'aspetto legato al dovere ('dovete mangiare frutta e verdura perché fanno bene') puntando invece sul piacere di questa alimentazione. Per i più piccini viene creato il personaggio Gian 5 Colori.

Studi successivi hanno mostrato che la campagna era penetrata tra i consumatori, tanto da venir patrocinata anche dal Ministero della Salute. Una seconda campagna, dal 2012 al 2014, sempre a tema colore ('Nutritevi dei colori della Vita') punta invece sulle famiglie, visti anche investimenti pubblici notevolmente diminuiti; questa campagna è stata finanziata per altri 3 anni per un importo inferiore al passato (i 900mila euro annui di cui parlava De Ponti).


Un momento dell'incontro di ieri. Al tavolo dei relatori c'è Lorena D'Annunzio, di Unaproa: mostra le campagne Unaproa per incentivare il consumo di frutta e verdura in Italia.

In Francia invece il grosso della comunicazione di Interfel è rivolto ai bambini, con attività a tema e due mascotte made in Italy (ideate dalla cesenate Alimos), chiamate Frutti e Veggi che oggi sono molto conosciute dai francesi. Oltre a questo target, l'organizzazione punta anche sulle famiglie 40enni. "I bambini – spiega la Ferrucci – sono i consumatori di domani. Il 60% del consumo di ortofrutta è tra gli over-60; a loro diciamo 'mercì, ma non sono né i consumatori di domani, né quelli che hanno il grosso del budget di spesa, che invece è nelle famiglie di 40enni"; inoltre, dalle ricerche è emerso che in Francia i bambini consumano meno frutta e verdura dei genitori, i genitori meno dei nonni.

Ancora diverso è il caso spagnolo, prima di tutto perché in questo caso l'organizzazione di settore presente ieri a Expo (Hortyfruta) non è nazionale, ma solo andalusa; in secondo luogo perché, nella sua promozione, non ha puntato al mercato interno, bensì a quello estero: Germania, Regno Unito e Austria in testa. Il motivo è da ricercare nella crisi scatenata dal rilevamento di Escherichia coli in ortaggi spagnoli proprio in quei paesi nel 2011; crisi che portò a un crollo del 30% nel consumo di ortofrutta spagnola. Hortyfruta ha così lavorato per riportare la fiducia nel consumatore europeo (che è il maggiore importatore di prodotti spagnoli) e aumentarne i consumi. In Germania è stata scritturata come testimonial Esther Schweins, attrice molto nota, e sono state realizzate 900 attività nei punti vendita della grande distribuzione, come anche nelle strade; sono stati realizzati 17mila shopping carts da installare sui carrelli della spesa, poi, ancora, attività con i media, inserzioni e, nella piazza principale di Berlino, una gigantografia vista, si stima, da 16 milioni di persone. Nel Regno Unito invece è stata scritturata come testimonial una nutrizionista, poi sono state realizzate 600 attività in ospedali e cliniche, mentre l'attività di collaborazione con i media ha raggiunto centinaia di milioni di inglesi.


Celine Changarnier, di Hortyfruta (Spagna), mostra una delle shopping carts.

In Polonia invece la KUPS ha puntato molto sul consumo di succhi di frutta e concentrati (del resto il paese è il primo produttore di succhi di mela, ndr) equiparandoli alla frutta fresca, mentre in Finlandia la KPL ha optato per i social media e per i vlogger e, fin dagli anni '80, su un marchio (ripreso in gran parte anche dalla Russia) per qualificare le produzioni locali al motto di 'local for locals' e incentivare, anche con campagne pubblicitarie, il consumo di queste piuttosto che dei prodotti d'importazione.

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