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In collaborazione con AZ Investimenti

Lezione 2 - Tutto quello che avresti sempre voluto sapere sull'origine della crisi (Seconda parte)

Ci eravamo lasciati nella precedente puntata (clicca qui) con le manovre di ingegneria finanziaria delle grandi banche d'affari americane, interessate a cavalcare l'onda speculativa della bolla immobiliare. Gonfiata a dismisura da un costo del denaro molto basso, la bolla ha attratto nella sua orbita gravitazionale anche moltissime famiglie che proprio non avrebbero potuto permettersi di accendere un mutuo. Qualcuno, però, glielo ha concesso, qualcun altro lo ha cartolarizzato, finché...

Case di mattoni che diventano castelli di sabbia
Dal 2004 al 2006, la stessa Banca Centrale degli Stati Uniti (FED) che fino a quel momento aveva tenuto i tassi di interessead un livello molto basso, comincia gradualmente ad aumentarli (lo faper ben 17 volte!), portandoli dall'1 al 5,25%. Milioni di mutuatari siritrovano con una rata del mutuo improvvisamente molto più pesante e leprime famiglie a cedere sono quelle meno abbienti.

Alla fine, il giocattolo si rompe.Insolvenze a catena e mutui sempre meno appetibili si ripercuotono suiprezzi delle case, che si riallineano alla dura realtà nel volgere dipochi anni, crollando anche di oltre il 50%. Nel 2007-2008 arriva, come prevedibile, la crisi dei mutui subprime:le banche chiudono i rubinetti, ma la valanga di titoli cartolarizzatiin circolazione non è più controllabile, sparsa com'è in mezzo mondo,mescolata ad altri strumenti finanziari e polverizzata ovunque. E lavalanga, al crescere delle insolvenze dei debitori che stanno alla basedel sistema, comincia a franare a valle, travolgendo ogni cosa.


Lo "sboom" delle quotazioni immobiliari nelle principali città americane, dopo la crescita speculativa delle quotazioni nei primi anni del Duemila. Clicca qui per un ingrandimento del grafico.

Laframmentazione del rischio, effettuata mediante gli ABS e i CDO (vedi puntata precedente), invecedi rendere il sistema più sicuro, lo rende del tutto insicuro: nessunosa più in che misura è "appestato" dai titoli, definiti poi "tossici";il veleno scorre ovunque e nessuno può dirsi in salvo! Nel settembre del 2008, tutto il mercato delle cartolarizzazioni, anche quelle che non c'entrano nulla con i mutui suprime, va in crisi. Presi dal panico, gli investitori iniziano a vendere tutto, facendo crollare il mercato.

Lebanche devono svalutare per oltre 500 miliardi di dollari diobbligazioni e titoli che sono ormai andati in fumo. Perdite senzaprecedenti portano al collasso e al fallimento di istituti di credito,banche d'affari e assicurazioni. Le fondamenta stesse del sistema iniziano a scricchiolare.La crisi travolge la Borsa e tutto crolla, indiscriminatamente: non cisono più titoli o settori difensivi, non si guarda più al valore diun'azienda, si pensa solo a vendere... come prima si pensava solo acomprare, a occhi chiusi!

Siamo salvi?
Il capitalismo non è mai stato tanto vicino alla sua fine come in quei giorni del 2008.Soltanto l'intervento congiunto e deciso di tutte le principali BancheCentrali di tutto il mondo, che hanno concordato un nuovo taglio delcosto del denaro coordinato e simultaneo e che hanno iniettato soldinel sistema bancario in proporzione colossale ha evitato una bancarottaglobale. Chiaramente, non ci si avvita in un baratro di questeproporzioni senza pagare un prezzo molto salato: le conseguenze dellacrisi sono sotto gli occhi di tutti.

Un problema ancora tutto da affrontare, però, rimane quello dei famigerati mutui ARMs, quelli stipulati con leggerezza nella fase di corsa al mattone e per i quali all'inizio si pagavano rate molto basse: non tutti questi mutui sono infatti già entrati nella loro fase di insolvenza, che sarà inevitabile al momento del "riaggiustamento" della rata. Si stima che nei prossimi 10 mesi, ben 60 miliardi di mutui interest-only (cioè con una rata che rappresentava solo la quota di interessi sul capitale) dovranno essere reimpostati conl'aggiunta alla rata della quota capitale; l'anno dopo, altri 100 miliardi,l'anno dopo ancora, nel 2011, altri 400 miliardi di dollari.


Il grafico mostra la massa di nuove ondate di mutui spazzatura che entreranno nella fase di insolvenza da qui ai prossimi anni. Clicca qui per un ingrandimento del grafico.

Si stima che, su un portafoglio presunto di 189 miliardi di cartolarizzazionieffettuate con sottostanti mutui ARMs, oltre l'80% non ha ancora vissutol'esperienza traumatica della reimpostazione, del reset e cioè, inevitabilmente, del default, ossiadell'azzeramento del valore del titolo cartolarizzato. Questo, se nonsignificherà altre crisi sistemiche - tutte le Banche Centrali delmondo vigilano oggi molto attentamente - avrà senz'altro un effetto di lungo periodo sui valori degli immobili americani (e non solo), che non riprenderanno quota per molti anni ancora.

Per maggiori informazioni:
www.iononcicascopiu.it
AZ Investimenti SIM SpA
P.zza F. Crispi, 1
90139 Palermo
Tel.: +39 091 8434700
Sara Dolce
E-mail: sara.dolce@azsim.it
Antonio Fricano
E-mail: antonio.fricano@azsim.it
Pietro Marcianò
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