La campagna melone si prospetta positiva a livello produttivo, grazie a condizioni climatiche favorevoli che hanno garantito piante sane e un calendario precoce. La sfida principale rimane di natura economica: riuscire a riflettere l'aumento dei costi di produzione sul valore finale del prodotto sul mercato, preservando al contempo il potere d'acquisto del consumatore in un contesto di forte instabilità globale. A fare un'analisi è Tommaso Concari, responsabile tecnico per il controllo delle produzioni in campo e la gestione dei sistemi qualità dell'Organizzazione di produttori Bristol.
© O.P. Bristol Soc. Agr. Cons. a r.l.
"L'andamento stagionale ha finora favorito lo sviluppo delle colture di melone, specialmente negli areali toscani. Per quanto concerne la coltivazione in serra, la campagna è stata caratterizzata da un'assenza quasi totale di piogge e freddo intenso, permettendo una crescita ottimale delle piante. Grazie alle condizioni meteo stabili, è stata rispettata rigorosamente la tabella di marcia dei trapianti iniziati a fine febbraio. Si prevede un anticipo di almeno una settimana rispetto all'anno scorso. Le prime quantità significative di meloni dalle serre toscane sono attese per la prima settimana di maggio", spiega Concari.
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In pieno campo, la Bristol punta ad aumentare la disponibilità di melone liscio tra metà luglio e fine agosto, un periodo tradizionalmente critico per questa varietà. Concari sottolinea: "La produzione viene spostata sempre più verso areali toscani ventilati, caratterizzati da una maggiore escursione termica, necessaria per contrastare lo stress termico delle piante - che può raggiungere i 40 °C diurni e 30 °C notturni - e mantenere standard qualitativi elevati".
L'approccio alla difesa delle colture sta evolvendo verso una riduzione dell'impatto chimico, specialmente durante le fasi fenologiche critiche. "Utilizziamo insetti utili (antagonisti, predatori e parassitoidi) per il controllo di afidi e ragnetto rosso. La riduzione della chimica in fioritura evita l'effetto di stordimento sulle api, garantendo una migliore allegagione. Inoltre, impieghiamo sensori in serra per il controllo delle minime notturne (stabilizzate tra 11 °C e 15 °C), ottimizzando il lavoro della pianta".
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Analisi dei costi e dinamiche di mercato
Il settore è attualmente gravato da una forte instabilità economica derivante dall'aumento dei costi dei fattori di produzione. "Se parliamo del solo gasolio agricolo, il prezzo è salito da 0,80 €/l a picchi di 1,40-1,50 €/l. Incrementi drastici si registrano anche sui fertilizzanti, in particolare per i concimi azotati. Le aziende agricole stanno anticipando costi di produzione elevatissimi, senza avere certezze sulla futura evoluzione dei prezzi di mercato. Se i costi dei fattori produttivi dovessero scendere a metà stagione, i prodotti già coltivati avrebbero comunque incorporato le spese sostenute durante i picchi di prezzo", sottolinea Concari. "Inoltre, i costi di trasporto rappresentano una variabile critica e imprevedibile che incide direttamente sulla marginalità".
L'incertezza è identificata come l'ostacolo principale alla programmazione
"Le aziende si trovano a dover ottimizzare costantemente i processi, senza poter rinunciare a operazioni essenziali, quali irrigazione, concimazione, difesa, poiché il risparmio immediato comporterebbe una perdita di resa e qualità del prodotto finale, annullando ogni potenziale guadagno", sostiene Concari.
Rinnovata partecipazione a Macfrut
La fiera Macfrut si colloca in un periodo dell'anno definito "borderline" per i produttori di meloni del Centro-Nord. L'anticipo della manifestazione rispetto al ciclo naturale di maturazione comporta sfide specifiche. "Al momento della fiera, non sarà disponibile prodotto fresco pronto per il consumo. I primi meloni saranno pronti non prima di fine aprile/inizio maggio", evidenzia Concari.
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Luca Bozzolini, Tommaso Concari, Andrea Lenzi e Joana Lenzi durante Macfrut 2024
"Il melone liscio rimane una varietà ancora parzialmente sconosciuta a una fetta di consumatori e operatori. Negli anni passati la fiera ha assunto la funzione di piattaforma educativa per far conoscere le caratteristiche organolettiche e l'origine italiana di questa varietà, che si distingue per l'aroma intenso e la buccia non retinata".
"Last but not least, la nostra presenza come espositori è un'occasione di networking cruciale con i clienti della Grande distribuzione organizzata", conclude Concari.
OP Bristol sarà a Macfrut 2026 (Rimini Fiera, 21-23 aprile), in Hall D2 - Stand 14.
Per maggiori informazioni
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