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Agro.Biolab Laboratory: importanti novità in ortofrutta

"Ocratossina A": nuovi limiti dal 1° gennaio 2023

Dal 1° gennaio 2023, è obbligatorio adeguarsi ai nuovi limiti di ocratossina A previsti dal Regolamento UE 2022/1370 del 5 agosto 2022. Ma di cosa si tratta e perché tale adeguamento è importante anche per il comparto ortofrutticolo? Ne abbiamo parlato con Marzia Arborea di Agro.Biolab Laboratory.

Marzia Arborea

"Il Regolamento UE 2022/1370 del 5 agosto 2022 interviene a modificare il Regolamento (CE) n. 1881/2006, che definisce i tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari. Molte sono le novità introdotte: innanzitutto sono state definite maggiori restrizioni, con la riduzione dei tenori massimi vigenti di Ocratossina A in alcuni prodotti già normati, quali le uve secche, i prodotti da forno, il caffè torrefatto e il caffè solubile".

"Altra importante novità - ha aggiunto Arborea - è l'introduzione di nuovi limiti di Ocratossina A per altri prodotti non ancora regolamentati, quali la frutta secca diversa dalle uve secche, alcuni prodotti a base di liquirizia, le erbe essiccate, alcuni ingredienti per infusioni a base di erbe, alcuni semi oleosi, i pistacchi, il cacao in polvere, tutte le spezie, le bevande non alcoliche a base di malto e sciroppo di dattero. E' prevista, inoltre, l'estensione a tutte le spezie dei tenori massimi vigenti per l'ocratossina A già definiti per alcune di esse. Al fine di consentire agli operatori economici di adeguarsi alle novità introdotte, è stato definito un periodo transitorio per i prodotti alimentari che sono stati commercializzati prima della data di applicazione del regolamento in questione. Questi prodotti possono restare sul mercato fino allo scadere del termine minimo di conservazione o alla data di scadenza".

"L'aggiornamento dei livelli massimi di micotossine - ha spiegato l'interlocutrice - deriva da nuovi input forniti da ulteriori valutazioni condotte dai comitati scientifici dell'autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) sul rischio tossicologico rappresentato da tali molecole e sull'effettiva esposizione dei consumatori alle stesse. Ad oggi, infatti, sono state isolate oltre 300 micotossine, ma gli studi hanno dimostrato che il consumo di alimenti contaminati da alcune di esse può causare gravi effetti cancerogeni, mutageni e immunodepressivi. L'entità delle patologie, ovviamente, è variabile e dipende da molti fattori quali il tipo di micotossina, la quantità ingerita, l'esposizione ad altre sostanze tossiche, l'età e lo stato di salute generale del soggetto".

"L'Ocratossina A e le altre micotossine - prosegue Arborea - sono contaminanti naturali degli alimenti e sono prodotte da funghi in grado di adattarsi a condizioni molto diverse; tant'è che la contaminazione può avvenire in pieno campo, nella fase post-raccolta o durante lo stoccaggio, in particolari condizioni di temperatura, umidità, attività dell'acqua e concentrazione di ossigeno. La contaminazione può coinvolgere un numero rilevante di derrate alimentari non solo di origine vegetale, come ad esempio cereali e derivati, semi oleaginosi, frutta (uva, mele), spezie, olive, caffè, vino, birra, frutta secca ed essiccata (fichi, arachidi, pistacchi), ma anche di origine animale, quali formaggi e insaccati".

"E' evidente che la molteplicità delle fonti di contaminazione implica la necessità di individuare i punti critici del sistema di produzione - ha concluso la manager - e di condurre azioni di controllo nel ciclo di vita del prodotto".

Agro.Biolab Laboratory da molti anni esegue l'analisi di Ocratossina A e di altre micotossine su una vasta gamma di matrici; il metodo messo a punto consente di ottenere, in tempi molto rapidi, rilevazione e quantificazione utilizzando tecniche di cromatografia liquida con detector massa (LC-MS/MS). Le prove sono eseguibili sia singolarmente sia in screening multi-tossina; quest'ultimo permette, con un'unica analisi, la determinazione contemporanea di ocratossina A, fumonisine B1, B2, deossinivalenolo, zearalenone, T-2, HT-2, aflatossina B1, aflatossina B2, aflatossina G1, aflatossina G2 e contenuto totale di aflatossine B1, B2, G1 e G2.

Il metodo impiegato è accreditato ACCREDIA e consente di operare in conformità alla normativa cogente, con grande affidabilità ed accuratezza del dato analitico.

Per maggiori informazioni: 
Agro.Biolab Laboratory s.r.l.
S.P. 240 Km 13,800
70018 Rutigliano (Ba)
+39 080.477.07.62
www.agrobiolabitalia.it


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