Fruit Attraction 2022 si apre con fermento e ottimismo

Nonostante le forti incertezze socio-economiche e geopolitiche che caratterizzano l'attuale periodo storico, la fiera Fruit Attraction di Madrid si apre in modo ottimale, con 1800 espositori, provenienti da 55 paesi.

La giornata inaugurale (ieri, 4 ottobre 2022), che di solito è caratterizzata da una moderata presenza di pubblico, ha visto invece una buona affluenza di visitatori. La seconda più importante kermesse ortofrutticola in Europa, dopo quella di Berlino, rappresenta, anche in un contesto internazionale difficile, un momento di incontro, confronto e condivisione diretto ed efficace per gli operatori del settore, siano essi aziende, clienti o potenziali clienti.

Dal suo stand, il presidente della OP AssoFruit, Andrea Badursi, ci riferisce: "Veniamo da anni difficili che però non hanno bloccato la progettazione, il fermento del Fruit Attraction come vetrina per illustrare il lavoro e i progetti in agenda".

"Siamo a Madrid per promuovere e dare attuazione a quei valori che guidano il lavoro quotidiano di Asso Fruit Italia, organizzazione di produttori con sede in Basilicata. Il fermento di questa prima giornata di Fruit Attraction lascia molto ben sperare e certifica la voglia del settore di tornare a essere protagonista. Veniamo da uno dei bienni più difficili della storia contemporanea, ma il lavoro dei nostri produttori non si è mai fermato, così come si è continuato a dar corso a tutti i progetti di innovazione, valorizzazione e promozione delle produzioni ortofrutticole. I prossimi giorni a Madrid, visto l'ottimo avvio, saranno densi di appuntamenti, oltre ai tanti già in agenda. Sono segnali importanti di cui l'intero comparto ha bisogno".

A commentare dalla capitale spagnola è anche l'agronomo Vito Vitelli, presente in fiera come visitatore. "Ho notato molto fermento nella giornata di apertura e in molti padiglioni, come il 3, dove si concentrano la maggior parte degli espositori italiani. C'è una sorta di contro-reazione alla crisi economica. È come se si volessero lasciare i problemi a casa, nella speranza che qualcuno trovi al più presto una soluzione".

Massimo Pavan (qui sotto in foto), noto agromanager italiano con sedi di produzione in Sicilia e Veneto e amministratore di Pef, riferisce: "La kermesse madrilena quest'anno ha aperto con gli sfarzi e i numeri degli anni pre-pandemia".

"Quello che mi colpisce, però, non riguarda gli afflussi agli stand italiani. Mi spiego meglio: per noi, come per la Spagna, i rincari alla produzione superano il 53%, mentre Paesi emergenti come il Marocco aumentano l'export verso l'UE del 17%, cui bisogna aggiungere la crescente concorrenza della Turchia che fa registrare un +12%. È evidente come vi sia una differenza abissale sui costi di produzione, che ci porta a essere sempre meno concorrenziali".

A cura di Vincenzo Iannuzziello e Gaetano Piccione


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