Iscriviti alla nostra newsletter giornaliera e tieniti aggiornato sulle ultime notizie!

Iscriviti Sono già iscritto

State utilizzando un software che blocca le nostre pubblicità (cosiddetto adblocker).

Dato che forniamo le notizie gratuitamente, contiamo sui ricavi dei nostri banner. Vi preghiamo quindi di disabilitare il vostro software di disabilitazione dei banner e di ricaricare la pagina per continuare a utilizzare questo sito.
Grazie!

Clicca qui per una guida alla disattivazione del tuo sistema software che blocca le inserzioni pubblicitarie.

Sign up for our daily Newsletter and stay up to date with all the latest news!

Registrazione I am already a subscriber
App icon
FreshPublishers
Apri nell’app
APRI
Per il Canale Emiliano Romagnolo che attinge dal Po

Ancora mezzo metro di acqua, poi sarà la catastrofe

La siccità continua a peggiorare. Il fiume Po è ai minimi storici, a quota 3 metri nel punto in cui le idrovore attingono acqua per invasare il Canale Emiliano Romagnolo (CER). "Se il livello scende a 2.55 metri - spiega Carlo Carli, vice presidente del CER - non sarà più possibile attingere acqua e il canale non avrà più rifornimenti. Il dramma nel dramma è che siamo solo a metà giugno, mentre certi livelli sono stati raggiunti, seppur raramente, in agosto".

Carlo Carli

La media del livello del Po del periodo 2004-2021 al 13 di giugno è stata di 6.39 metri, mentre il 13 giugno 2022 il fiume era a 3 metri sul livello del mare. Lo stesso giorno del 2021, il livello era a 4,67 metri (fonte Cer).

Confagricoltura Emilia Romagna stima il balzo dei costi di irrigazione che nel comparto frutta, ad esempio, potrebbero aumentare di cinque volte tanto, rispetto a un’annata standard, sempre che ci sia acqua a sufficienza, visto che in molti areali gli agricoltori sono stati invitati a razionalizzare l’uso della risorsa.

"Se la crisi idrica persiste - spiega Marco Piccinini, presidente dei frutticoltori di Confagricoltura Emilia Romagna - dare acqua ai frutteti costerà in media 430 euro a ettaro soltanto di energia elettrica. Nel 2020, la stessa voce di spesa si attestava a 92 euro a ettaro".

Il quadro si fa più allarmante se si osservano i fabbisogni idrici previsti per portare a termine la campagna frutticola 2022 in Emilia-Romagna. Per le drupacee (albicocche, ciliegie, pesche e susine), bisogna erogare ancora il 70% dei volumi d’acqua richiesti; per le pomacee (pere e mele), l’88% (fonte: CER - Consorzio Emiliano Romagnolo).

Significa, sottolinea Piccinini, che "siamo appena all’inizio della stagione, con il livello del Po al minimo storico (quindi senza scorte), il 25% di precipitazioni estive in meno rispetto alla media dell’ultimo ventennio e un tasso di evaporazione alle stelle, che si traduce di fatto in una perdita d’acqua fino a 8 litri per ogni metro quadro".

Il Po in secca a Pontelagoscuro (confine Emilia Romagna - Veneto)

Marcello Bonvicini, presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, parla di nuove disposizioni per la gestione dell’emergenza idrica, che vanno inevitabilmente verso la razionalizzazione dell’acqua a fini irrigui, fino alla turnazione, e agli agricoltori dice: "Seguite i calendari degli enti di bonifica con gli orari fissati per dare acqua alle colture, l’irrigazione a scorrimento fatela solo se necessaria".

Con il fiume Po in secca, è ufficialmente crisi idrica, come non si vedeva da 70 anni. La situazione è drammatica: senza acqua, è a rischio fino al 50% della produzione agricola e zootecnica del Bacino padano, tra i più importanti d’Italia, ma l’emergenza coinvolge anche famiglie e industrie dell’area, con l’ipotesi di razionamenti, compreso il comparto turistico, ora in piena stagione balneare. Per Cia-Agricoltori Italiani, tutto il Paese è a un punto di non ritorno e serve un intervento rapido per realizzare una vera rete di nuovi invasi e laghetti, diffusi sul territorio, per l’accumulo e lo stoccaggio di acqua in caso di siccità.

Articoli Correlati → Vedi