"Manca manodopera": il leitmotiv delle imprese agricole

Secondo Coldiretti, all'agricoltura italiana servono almeno centomila lavoratori stagionali per garantire le campagne di raccolta estive. "Il gran caldo accelera la maturazione nei campi e rende ancora più urgente far fronte alla carenza di manodopera", si legge in una nota. 

Il problema della forza lavoro è ormai (purtroppo!) ben noto ai produttori. Vale per le campagne in svolgimento, ma anche per quelle terminate, da nord a sud Italia. E' una questione che non ha ancora trovato una soluzione definitiva e che si protrae da anni. Secondo alcuni produttori ortofrutticoli, è ciò che determinerà il destino delle prossime stagioni di raccolta.

Con la pandemia legata al coronavirus, il fenomeno si è solo accentuato, come denunciano le varie testimonianze raccolte negli ultimi due anni da FreshPlaza. Il reddito di cittadinanza, in vigore dal gennaio 2019, ha ulteriormente esacerbato la situazione: nato come misura di contrasto alla povertà, è considerato da molti operatori del settore "il mezzo legalizzato per la nullafacenza".


(Foto: www.coldiretti.it)

Coldiretti sottolinea quindi la necessità di velocizzare il rilascio dei nulla osta necessari per consentire ai lavoratori extracomunitari, ammessi all'ingresso con il decreto flussi, di poter arrivare in Italia per lavorare nelle imprese agricole al più presto. "Rispetto all'anno scorso - precisa l'Organizzazione di categoria - le quote di lavoratori extracomunitari in Italia sono state elevate a 69.000 unità, 42.000 di cui riservate all'agricoltura".

La presenza di lavoratori stranieri è diventata strutturale, nell’agricoltura italiana, dove un prodotto agricolo su quattro viene raccolto in Italia da mani straniere che rappresentano oltre il 29% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore, secondo il Dossier di Idos al quale ha collaborato la Coldiretti.

"Se non ci fossero gli stranieri, avremmo già chiuso", è stato il commento di un imprenditore agricolo. Altri sottolineano che "difficilmente, senza personale qualificato o meno, italiano o straniero, potremmo gestire le varie fasi di produzione, in particolare la raccolta".

"Il problema non è trovare manodopera qualificata, infatti: non si trovano proprio persone disponibili a lavorare nei campi, è diverso!", aggiunge un frutticoltore.

Le denunce di Coldiretti Calabria e Coldiretti Puglia
In Calabria mancano duemila lavoratori stagionali per garantire le campagne di raccolta estive e il lavoro ordinario. "Due sono le problematiche con le quali gli imprenditori agricoli sono costretti a fare i conti - spiega Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria - La prima è la lentezza con cui avviene il rilascio dei nulla osta necessari ai lavoratori extracomunitari, ammessi all'ingresso con il decreto flussi; la seconda è il reddito di cittadinanza che, seppur valido in teoria, è stato messo in pratica senza pensare agli effetti che nel tempo avrebbe prodotto. E' necessaria una modifica alla legge, affinché si consenta di poter svolgere lavori stagionali e/o occasionali a tutti i percettori di sussidi sociali, conservando, per questi, il diritto al sussidio per il periodo in cui non si lavora".

E' sos manodopera anche nei campi in Puglia, dove mancano i lavoratori agricoli nella raccolta delle ciliegie fino al trapianto dei pomodoro, con 30.000 giornate di lavoro perse. Il settore agricolo in Puglia assorbe in media 1,2 milioni di occupati, secondo i dati CREA.


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