Gli effetti della siccità non si traducono solo in dati meteo. Elementi, in ogni caso, inequivocabili: da dicembre a fine febbraio l'Italia ha ricevuto l'80% di pioggia e il 60% di neve in meno rispetto alla media stagionale. Un deficit che si associa a una fine dell'inverno straordinariamente calda, soprattutto al Nord.
Ma per chi vive in molte delle città settentrionali del Paese, la siccità esula dai dati scientifici: si respira. Non è la solita aria di primavera: lo affermano allarmati anche gli agricoltori. Coldiretti denuncia che la siccità è diventata la calamità più rilevante per le coltivazioni italiane: l'organizzazione stima danni medi intorno al miliardo di euro all'anno.
Tutto questo significa meno acqua. Per arterie fluviali come il Po (e i suoi affluenti), nel cui bacino si costruisce il 40% del Pil nazionale e che contribuisce all'approvvigionamento idrico di 16 milioni di persone. Per le regioni del Mezzogiorno, già in sofferenza d'acqua in tempi normali. In alcune tra queste, il cattivo stato della rete idrica porta ad una dispersione d'acqua del 60% o 70%.
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Fonte: Wired