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Bollino Coronavirus free sulle produzioni italiane? Illegale

Un pregiudizio e' peggio di un virus

Da quando il Covid-19 è diventato l'inquilino scomodo del Nord Italia in particolare, ma ormai di tutta la Penisola, è cominciata una vera e propria caccia alle streghe nei confronti del nostro Paese e dei suoi abitanti. "Arrivi da Lombardia e Veneto? Non sei più ben accetto", "Italia focolaio del Coronavirus", "Scuole chiuse in tutta la nazione? Un motivo in più per far vacanza": queste sono solo alcune delle frasi dette o scritte nell'ultima settimana, specie all'estero. 

E' notizia di ieri, domenica 8 marzo 2020, il nuovo provvedimento del governo che estende la zona rossa (vedi notizia correlata). Il panico è dilagato ovunque, alla pubblicazione della notizia: treni e bus presi d'assalto nella notte, con direzione Sud Italia.

Un pregiudizio, però, può risultare un virus ben peggiore
Se con il tempo i virus si contrastano e si debellano, quello che invece resta è il cattivo pensiero inculcato nelle persone. "La pessima immagine dell'Italia ce la porteremo con noi per anni – commenta un produttore ortofrutticolo – Anche nelle altre nazioni europee ci sono casi conclamati di Coronavirus, ma le cifre sono poco o per niente diffuse, proprio per non creare panico. Solo il nostro Paese paga le conseguenze mediatiche ed economiche del dire le cose come stanno. E magari abbiamo fatto male e continuiamo a gestire male le cose".

Non sono mancate infatti ironie spicciole o, peggio ancora, grande disinformazione sulla questione Covid-19. Dopo la pizza al Coronavirus (vedi), è stata la volta della mappa mandata in onda dalla CNN, che indica erroneamente l'Italia come centro del focolaio del Coronavirus.

Tra i diversi interventi sulla questione, tramite la sua pagina Facebook, anche quello del ministro degli esteri Luigi Di Maio: "La CNN mostra una cartina in cui sembra che l'Italia sia l’origine del focolaio del Coronavirus. Questa è una visione distorta della realtà. Il punto, però, non è la CNN: questo è solo un esempio, perché sono anche altri i media internazionali che stanno dipingendo l'Italia in modo sbagliato. Mi chiedo quale sia l'intento. Discriminare un Paese che ha una sanità pubblica e che sta gestendo al meglio, nonostante decenni di tagli, una situazione complessa ed emergenziale in alcune zone? La disinformazione di alcune testate fa a pugni non con delle opinioni, ma con i dati numerici: l'Italia è la nazione che sta gestendo con più rigore questa emergenza, che, come sappiamo, si è sviluppata in Cina".

"Noi crediamo che controllare la salute delle persone facendo più tamponi sia serio. Crediamo che prendere misure restrittive per proteggere la salute dei nostri cittadini sia sacrosanto. Crediamo anche che la caccia agli untori sia una cosa da lasciare al Medioevo. Andiamo avanti con rigore e lavoriamo h24 per portare il nostro Paese, appena possibile, alla normalità", ha continuato Di Maio.

L'Italia ortofrutticola non si ferma davanti al Coronavirus
A testimoniarlo il fatto che nonostante un calo delle forniture di ortofrutta di circa il 30% nei mercati all'ingrosso, con tutte le dovute precauzioni si continui a lavorare. I produttori continuano a operare e a fornire i loro prodotti, al meglio delle loro possibilità. Le catene di supermercati lavorano. Esportatori e importatori lavorano. Si cerca quindi di mantenere una certa "normalità".

Eppure, ci sono Paesi che chiedono alle aziende italiane un bollino Coronavirus free sui prodotti Made in Italy. Questo è inaccettabile, come lo è il fatto di bloccare gli Italiani che non hanno alcun tipo di sintomo e non provengono dalle aree rosse di contagio.

Alcune aziende ortofrutticole intervistate da FreshPlaza hanno confermato la richiesta del bollino Coronavirus free o di un documento che attesti che le produzioni siano sane e non possano essere veicolo del virus. "E' una situazione paradossale", commenta una di loro.

Coldiretti lancia la campagna #MangiaItaliano
L'emergenza Coronavirus sta mettendo a rischio l'intera filiera agroalimentare - estesa dai campi agli scaffali fino alla ristorazione -che raggiunge in Italia una cifra di 538 miliardi di euro pari al 25% del Pil e offre lavoro a 3,8 milioni di occupati.

Per combattere la disinformazione, gli attacchi strumentali e la concorrenza sleale, prende il via la prima campagna #MangiaItaliano in Italia e all'estero per salvare la reputazione del Made in Italy.

"Serve un impegno delle autorità nazionali e comunitarie per fermare pratiche insensate, che rischiano di far perdere quote di mercato importanti alle produzioni nazionali per colpa di una concorrenza sleale che mira a screditare i prodotti dall'Italia, che sono sani e garantiti come prima", ha dichiarato Ettore Prandini, presidente di Coldiretti.


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