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Un intervento di Giancarlo Guidi (Albisole) al Forum della Cdo Agroalimentare

Il Residuo Zero? Migliore del biologico

"Il futuro è nel Residuo Zero. Lo riteniamo più sicuro del biologico: è un ottimo compromesso per la sicurezza. La strada è complessa, ma il nostro obiettivo è il Residuo Zero".

Lo ha affermato Giancarlo Guidi, fondatore dell'omonima azienda Guidi che coltiva 380 ettari di albicocche in Romagna, intervenendo al Forum della Cdo Agoalimentare (cfr. FreshPlaza del 14/01/2020) svoltosi a Milano Marittima (Ravenna) il 24 e 25 gennaio 2020. 

Giancarlo Guidi (a destra) e Enrico Bucchi

Guidi ha affermato che l'80% delle albicocche prodotte nel 2019 sono state a Residuo Zero (cfr. FreshPlaza del 11/06/2019). "E non bisogna aver paura ad abbattere e sostituire le varietà che non sono buone da mangiare. Noi, lo scorso anno, ne abbiamo abbattuti 20 ettari per una varietà che si è rivelata sbagliata".

Al Forum si è parlato di tutta la filiera e di tutti i sistemi produttivi. Nel pomeriggio di venerdì avevano portato la propria testimonianza Sabrina Magliocco, la cui azienda produce limoni biologici, in provincia di Siracusa, e Alberto Bunino, che conduce 36 ettari di frutteto con il sistema biodinamico in provincia di Torino.

A destra, Davide Modigliani

Sabato mattina invece è intervenuto Davide Modigliani, produttore del circondario di Cesena che segue la lotta integrata avanzata, vale a dire coadiuvata da reti anti-insetto. "A me non interessa tanto pensare ai volumi, preferisco pensare al reddito a fine anno. Raccogliere la frutta in più passate, anche ogni 48 ore, lavorarla in proprio, proporla ai mercati, ai negozi e alla GDO permette di ottenere prezzi più che discreti".

Sabrina Migliocco e Angelo Frascarelli

Sabrina Magliocco ha spiegato che il diserbo con il sistema tradizionale costava alla sua azienda 13mila euro l'anno. Con il biologico, i costi si sono abbassati a 7.000 euro. "Io parlo sempre di Bio-Logico, nel senso che è logico coltivare così. Siamo stati i primi a introdurre le reti antigrandine sul limone, coltivato fra l'altro su baulature, perché la rete protegge e migliora la qualità. 

In piedi, sulla destra, Alberto Bunino

Bunino ha esordito, scherzando ma non troppo, che biodinamico non vuol dire elfi, folletti e fate, ma molta concretezza che è tipica degli agricoltori. "Biodinamico significa ridare vita al terreno - ha spiegato - perché la sostanza organica, in meno di un secolo di coltivazione intensiva, è passata dal 10 all'1,3%. Io sui miei campi distribuisco annualmente 4.000 tonnellate di letame maturo e, nel giro di qualche anno, sono riuscito a portare la media della sostanza organica al 2,3%. Ma è una strada ancora lunga. Se la coltivazione è in equilibrio con il terreno, e il terreno è ricco di microorganismi, le piante si ammalano molto di meno".

Circa 400 i presenti al Forum 2020, svoltosi al Palace Hotel di Milano Marittima

Camillo Gardini, presidente della CDO agroalimentare, si è detto soddisfatto dell'edizione 2020 del Forum, il cui titolo era "Il lamento è inutile: conoscenza e speranza sono il futuro dell'agroalimentare". A coordinare l'evento, insieme a lui e ad una nutrita squadra, Angelo Frascarelli, docente universitario, e Simone Pizzagalli, imprenditore.

"Quattrocento partecipanti rappresentano il nostro record - ha commentato Gardini - e siamo soddisfatti perché tutte le filiere erano rappresentate e provenienti da tutta Italia. Il Forum, giunto alla 17ma edizione, vuole essere un momento di confronto e condivisione in modo che gli imprenditori possano trarre spunto da altre esperienze per migliorare ed evolversi".


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