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Sicilia: limonicoltura in affanno

"Mi piace pensare che, in un prossimo futuro, si potrebbero approntare già in vivaio piante più resistenti al mal secco, grazie all'inserimento di endofiti naturali antagonisti, in grado di contrastare la colonizzazione sistemica dei loro fasci vascolari a opera del fungo. Ciò presenterebbe anche il vantaggio di valorizzare l'intero germoplasma dei limoni IGP della Sicilia, e non solo". Una dichiarazione, quest'ultima, rilasciataci da Antonino Catara, tra i principali studiosi e conoscitori di questa fitopatia che è simbolica di un malessere generale di cui soffre il settore agrumicolo italiano.

Fonte: Ismea

La stagione dei limoni, del resto, non si sta rivelando delle migliori ed è connotata da una scarsa disponibilità di prodotto, che fa schizzare in alto i prezzi alla produzione.

Un'annata partita male, allorquando eventi climatici estremi susseguitesi da febbraio in poi hanno determinato sulle piante effetti disastrosi. Gli alberi di limone non sono riusciti a dare il massimo, anche perché le forti precipitazioni - combinate ai venti fortissimi - sono sopraggiunte in fase di fioritura che è così risultata compromessa. Nessun trattamento o qualsivoglia pratica agronomica ha potuto riparare i danni.

A ciò bisogna aggiungere la moria generata dal mal secco, ed è chiaro che per le varietà di limone tradizionali della zona di Siracusa la stagione sarà piuttosto breve.

Se il malsecco è una malattia secolare, negli impianti più vecchi andrebbe rivista la potatura: un'arte per troppo tempo tramandata di padre in figlio, che oggi potrebbe avvantaggiarsi delle conoscenze tecniche maturate. Negli anni, è mancata una qualificazione professionale, specialmente in Sicilia dove la Regione, nel passato, ha preferito finanziare corsi di formazione per estetiste e acconciatori, invece che per potatori. 

Nel contesto generale, non è meno importante il posizionamento di interventi chimici funzionali al contenimento delle infezioni e della produzione di propaguli, tenendo bene in mente che nessuna malattia vascolare di piante arboree è stata mai sconfitta. Molte tuttavia sono adeguatamente gestite con i mezzi tecnici a disposizione al momento, che vengono progressivamente adattati allorché le nuove tecnologie lo consentono.


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