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Prevenire le fitopatie con trattamenti che irrobustiscono le piante

Nel corso di un importante convegno sull'agricoltura biologica, abbiamo incontrato Walid Hamada, docente di biotecnologia presso l'Istitut National Agronomique de Tunesie, il quale ci ha parlato di come si possano irrobustire le piante per prevenire le fitopatie.

"Nel caso degli esseri umani e degli animali, si può disporre delle vaccinazioni, ma nel mondo vegetale ciò è più complesso - ha detto Hamada - Tuttavia, anche per le piante possiamo avvicinarci a questo concetto, tenuto conto che il loro sistema di difesa è diverso. Esistono tuttavia mezzi che agiscono per induzione sul loro sistema immunitario e che possono agire come un vaccino, rendendo la pianta più resistente, dopo l'applicazione di alcuni composti, contro buona parte delle fitopatie: a partire da quelle dell'apparato radicale, ma anche di quello fogliare. Per ottenere ciò, dobbiamo impiegare prodotti che fungano da biostimolanti, cioè che stimolino la difesa della pianta e non solo".

Walid Hamada

"Questi composti possono essere sintetici o naturali – ha continuato - ma noi preferiamo che siano naturali, perché cerchiamo di favorire un'agricoltura sostenibile e biologica. Si tratta di prodotti a base di estratti di piante, di alghe e di animali, ma anche estratti di microrganismi utili. L'applicazione di questi prodotti stimola il sistema di difesa delle piante, che diviene più forte contro l'aggressione da parte dei patogeni. Tuttavia, vi è un fattore tempo in cui questi prodotti mantengono la loro efficacia: bisogna infatti ripetere le applicazioni. Nelle piante, bisogna ripetere il trattamento dopo dieci o quindici giorni (timing of application), a seconda del prodotto utilizzato, dalla tipologia della pianta e dall'aggressività del patogeno".

Applicazione pratica nelle colture in serra
"Se si agisce in modo preventivo – chiarisce l'esperto - e se l'agricoltore segue un preciso programma fin dall'inizio, la possibilità di successo nella difesa della coltura sarà ampia e non ci sarà bisogno di utilizzare agrofarmaci di origine chimica. La pianta trattata sarà meno sensibile alle malattie, anche se non immune al 100%. Bisogna seguire con attenzione lo stato delle piante e somministrare gli estratti, specialmente nelle coltivazioni sotto serra, con la fertirrigazione, in periodi prestabiliti. Da una parte, in questo modo si fortificano le radici, dall'altra però è possibile irrorare direttamente le foglie mediante atomizzatori posti tra i filari, rendendole resistenti ai patogeni epigei".

Per una prevenzione più efficace, però, bisogna fare un passo indietro e partire dal vivaio, dove bisogna irrobustire la pianta fin da subito, con delle applicazioni alternate su radice e foglia.

Quali sono le principali malattie da cui è possibile proteggere le coltivazioni con la prevenzione?
"Le malattie più complicate – risponde il cattedratico – sono quelle dell'apparato radicale, quali Fusarium, Verticillium e Phytophthora perché sono difficili da controllare anche con i prodotti sintetici".

Quanto incide sui costi di produzione una corretta prevenzione, così come lei l'ha esposta?
"Tutto dipende dal prodotto che l'agricoltore va a utilizzare – conclude il docente – se l'agricoltore effettua un programma secondo le prove che abbiamo svolto ed effettua il trattamento preventivamente, allora risparmierà sugli altri prodotti come pesticidi etc, che non avrà bisogno di applicare. Tenuto conto che i prodotti stimolanti di cui parliamo costano meno di quelli chimici, il risparmio complessivo può essere significativo".

Contatti:
Prof. Walid Hamada
Plant Microbe Interactions & Biotechnology
Istitut National Agronomique de Tunesie
43, Av Charles Nicolle – 1082 Tunis (TUNISIA)
Tel.: +216 71287110
Fax: +216 71799391
Mobile: +216 98685436
Email: w_hamada@yahoo.com


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