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UE: piu' precision farming per ridurre i fertilizzanti

Si può ulteriormente razionalizzare l'impiego dei fertilizzanti nell'Unione europea. Uno studio pubblicato il 1° luglio dalla Commissione agricoltura UE ha rilevato la necessità di un maggiore utilizzo dell'agricoltura di precisione per ottimizzare l'impiego dei fertilizzanti che comunque si è già stabilizzato in questi ultimi anni. Ma un ulteriore intervento viene giudicato importante per ridurre l'impatto economico sulle aziende.

I prezzi dei fertilizzanti – sottolinea lo studio – condizionano i bilanci delle aziende poiché rappresentano una media del 10% dei costi. Il costo dei fertilizzanti, poi, è legato al prezzo del gas e dunque tale dipendenza, tenuto conto della volatilità dei prezzi mondiali dell'energia, rappresenta un rischio per l'agricoltura.

L'impiego dei fertilizzati si è ridotto sensibilmente dagli anni Novanta al Duemila anche se la contrazione si è stabilizzata. E questo per un aumento dell'uso dei fertilizzanti negli Stati membri che hanno aderito recentemente alla UE e cioè Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Romania , Slovacchia e Slovenia.

Gran parte dei fertilizzanti (90%) utilizzati è prodotto a livello nazionale, anche se la UE è importatore netto con i maggiori acquisti dal Nord Africa, dalla Russia e dagli Usa. I fertilizzanti fosfatici – spiega il report UE – arrivano dal Marocco e dalla Russia, mentre quelli a base di sali di potassio ancora dalla Russia e dalla Bielorussia.

Fonte: Il Punto Coldiretti


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