Azioni di protesta anche in Campania da parte dei produttori di frutta estiva

Domenica di protesta per i produttori campani di drupacee, che si sono dati appuntamento il 30 giugno 2019 in concomitanza nei tre porti di Sorrento, Pozzuoli e Salerno. Ciò per esprimere il dissenso di un comparto che si trova nel paradosso di dover vendere la propria frutta al di sotto dei costi di produzione.

La battaglia, promossa da Coldiretti, ha l'obiettivo di difendere il made in Italy e promuovere i consumi di frutta a  sostegno di un comparto in grave crisi. Tutto nasce dal crollo dei prezzi - molto al di sotto dei costi di produzione - delle drupacee, in particolare pesche, nettarine e albicocche. Piuttosto che svenderle, saranno donate a turisti e cittadini seimila chili di albicocche e altrettanti di pesche per sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema.

"Meglio regalare la frutta, che vederla marcire". Sotto questo slogan, gli agricoltori della Campania partecipano e animano la protesta. Le quotazioni avvilenti sono il risultato di vari fattori.

FreshPlaza ha interpellato in merito la famiglia Dell'Orto, per tradizione tra i più grandi produttori di albicocche della Piana del Sele in provincia di Salerno.



Antonella Dell'Orto (In foto) titolare dell'azienda agricola La Casa di Angiù e delegata regionale Donne Impresa Coldiretti, dichiara: "Il crollo a picco dei prezzi è legato all'arrivo di grossi quantitativi di prodotto estero e alle condizioni climatiche sfavorevoli, che hanno ulteriormente complicato la situazione. Le varietà precoci di albicocche sono arrivate in ritardo e successivamente, con l'arrivo di temperature molto alte, sono maturate tutte insieme, complicandone la commercializzazione". 

L'azienda di Antonella è specializzata nella produzione di albicocche biologiche destinate al consumo fresco, oltre a confetture e succhi. Si tratta di un'impresa agricola multifunzionale di due ettari, nata a Eboli nel 2011 e che, in sinergia con l'azienda di famiglia condotta dai fratelli Vincenzo e Massimo, produce frutta e ortaggi biologici su circa 30 ettari totali di terreni. 

"Il prezzo alla produzione dei frutti biologici - precisa Antonella - in qualche modo ha tenuto. Di contro, sulle grosse quantità dell'offerta tradizionale è stato un disastro! La sostenibilità economica del comparto agricolo è davvero sotto scacco, soprattutto per via della frammentazione del settore e per la mancanza di una programmazione sul lungo periodo al suo interno".

Vincenzo Dell'Orto perito agronomo, gestisce l'azienda agricola con il cognato Tonino e il fratello Massimo, aggiunge: "Nell'ottica della salvaguardia della biodiversità, coltiviamo 15 varietà di albicocche. In anni in cui tutti sceglievano la coltivazione in regime convenzionale, abbiamo deciso di convertire l'intera azienda al biologico. Quest'anno, la campagna delle albicocche è stata disastrosa, soprattutto quando le temperature sono aumentate fino a 40 gradi".

"Le drupacee di tutte le varietà sono maturate repentinamente, con il risultato che i prezzi alla produzione sono crollati. Il risultato è stato un prezzo riconosciuto in campo mediamente di 20/30 centesimi al kg per nettarine e albicocche. Anche i frutti destinati alla trasformazione non vengono quotati oltre 1 o 2 centesimi al kg.".

In una situazione così drammatica, i frutticoltori - in segno di protesta -hanno deciso di regalare a cittadini e turisti pesche e albicocche all'imbarco dei tre porti campani. Azioni simili si erano già svolte anche in Basilicata.

Coldiretti sottolinea che diventa sempre più importante sostenere gli agricoltori e il prodotto locale, acquistando più frutta italiana a filiera controllata. La tracciabilità e l'indicazione dell'origine sono strumenti utili, senza contare che aumentare i consumi di frutta di stagione fa anche bene alla salute.


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