A proposito del colore rosso del Mandared

Le motivazioni che hanno determinato nel 2004 il rilascio del Mandared, ibrido di clementine Nules X arancio Tarocco, da parte dei ricercatori del CREA di Acireale, risiedevano nella peculiarità delle caratteristiche pomologiche e organolettiche del frutto. I frutti presentavano pezzatura ottimale e forma oblata tipica del mandarino, buccia estremamente liscia e sottile, polpa pigmentata a maturità per la presenza di antocianina e assenza di semi determinata dalla caratteristica di triploidia.

Frutti di Mandared ben colorati su C22

Ovviamente, nonostante la contemporanea presenza di caratteri ottimali tipici per il gruppo mandarino e mandarino-simili, la pigmentazione rossa è stata certamente il carattere che ha maggiormente motivato la diffusione per la possibilità di estendere la commercializzazione di mandarini pigmentati dopo il più precoce Tacle.

Nei frutti di agrume, la biosintesi dell'antocianina è sotto il controllo genetico, ma è un carattere ad espressività variabile, in quanto influenzato dalle basse temperature e dall'escursione termica tra il giorno e la notte. Le antocianine non solo sono in grado di migliorare l'attrattività e l'aspetto estetico dei frutti, ma determinano una maggiore richiesta da parte del consumatore, anche grazie al valore salutistico e al potere antiossidante.

Nella foto a destra: frutti di Mandared ben colorati su C57 

Dopo 15 anni dal rilascio del Mandared, si stima che circa 200 ettari siano stati impiantati e oggi si comincia a disporre di produzioni, che permettono valutazioni e considerazioni più significative sulle tecniche colturali, sui portinnesti più idonei, sull'aspetto produttivo, sull'influenza dell'annata e dell'ambiente pedoclimatico e sull'aspetto mercantile.

Uno degli inconvenienti sino a ora osservati è dovuto alla fase improduttiva del Mandared che, come altri ibridi, ritarda l'entrata in produzione di 1-2 anni. A tal proposito vale la pena di riportare i dati relativi ad una prova di portinnesti effettuata presso l'azienda sperimentale "Palazzelli", dove le piante di Mandared innestate sui portinnesti C22, C57 e C35 hanno ridotto sensibilmente il citato inconveniente, inducendo in seguito produzioni decisamente più elevate rispetto ai portinnesti standard citrange Troyer e citrumelo Swingle.

L'inconveniente più limitante la diffusione del Mandared, peraltro avvertito sin dal suo iniziale rilascio, è stato la cascola in pre-raccolta. Sin dai primi impianti le prove effettuate, allo scopo di ridurre tale inconveniente, con trattamenti ritardanti della maturazione applicati all'invaiatura sia anticascola effettuati a colorazione esterna raggiunta, anche se interessanti, meritano ulteriore messa a punto.

Nella foto a sinistra: frutti di Mandared su citrumelo Swingle con adeguato rapporto di maturazione ma lievemente pigmentati  

Qualora si decidesse di commercializzare esclusivamente frutti interamente pigmentati bisognerebbe rimandare la raccolta a metà febbraio. Va però precisato che, nell'approssimarsi di tale periodo, in concomitanza di sfavorevoli eventi climatici (forte pioggia e vento), la cascola in alcuni casi del 30-40% del prodotto mette a dura prova la possibilità di poter percepire un adeguato reddito ed è anche un fattore limitante perché restringe notevolmente il periodo di commercializzazione.

D'altronde va tenuto presente che l'attuale situazione commerciale del clementine, mandarino e mandarino-simili ha subito in questi ultimi anni notevoli modifiche causate dalla globalizzazione dei mercati e da un eccesso di prodotto in alcuni periodi. La contemporanea presenza di diversi mandarini (clementine, Avana, Ciaculli, Nova) è una situazione a cui bisogna sempre più abituarsi, similmente a quanto già avviene per l'arancio (pigmentato e navel). Semmai danni rilevanti per l'intero comparto sono quelli derivanti dalla presenza nel mercato di frutti non più commerciabili (ad esempio clementine comune a fine febbraio-inizio marzo).

La scelta di limitare la raccolta di frutti di Mandared esclusivamente al momento della loro completa pigmentazione, anche se posseggono un adeguato rapporto di maturazione potrebbe portare a un disinteresse, per l'inconveniente dell'eccessiva cascola, verso una cultivar che può contribuire alla diversificazione del settore.

Il Tacle ed il Mandared vanno considerate come cultivar, in cui la pigmentazione del frutto non deve rappresentare un carattere limitante la loro commercializzazione ma eventualmente presente solo in alcuni periodi. Le caratteristiche peculiari dei frutti ne fanno un prodotto unico nel suo genere che deve determinare l'interesse del consumatore non legato esclusivamente alla pigmentazione dei frutti. La biosintesi dell'antocianina in questi frutti li rende pigmentati ma in un periodo che deve essere considerato il punto d'arrivo della loro commercializzazione.

Concludendo: non deve destare meraviglia se considerazioni successive a quelle formulate all'epoca del rilascio di una cultivar, possono integrare, completare o modificare quelle precedenti. Una maggiore casistica per le produzioni più consistenti e provenienti da diverse aree climatiche consente analisi di mercato che risultano fondamentali nella gestione di una cultivar. Oltre a particolari richieste di mercato (ad es. una più lunga shelf-life) e modifiche del gusto del consumatore che richiedono interventi correttivi anche drastici, va in questa sede anche menzionata la diffusione di nuove avversità (ad es. tristeza, Huanglongbing, alternariosi), che sono ritenute in grado di modificare drasticamente il panorama varietale di interi comprensori.

Contatti:
Giuseppe Russo, Giuseppe Reforgiato Recupero, Santo Recupero e Marco Caruso
Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l'Analisi dell'Economia Agraria
Corso Savoia, 190
95024 - Acireale CT)
Tel.: (+39) 095 7653120
Fax: (+39) 095 7653113
Email: giuseppe.reforgiato@crea.gov.it


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