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Agrofarma risponde alla campagna "Disarmiamo i pesticidi"

In relazione al rilancio della campagna "Disarmiamo i pesticidi", annunciata da un importante attore della Grande Distribuzione Organizzata, Agrofarma – Associazione nazionale imprese agrofarmaci che fa parte di Federchimica – desidera precisare quanto segue:

"Il comparto degli agrofarmaci offre un contributo sostanziale alla filiera agroalimentare, per garantire la tutela della sicurezza alimentare e della salute dei consumatori e rispondere alla crescente domanda di prodotti. Non si può pensare a un'agricoltura sostenibile senza protezione fitosanitaria per le colture, a meno che non si voglia mettere a repentaglio la sostenibilità di tutto il comparto agroalimentare italiano".

Si tratta di una realtà ampiamente avvalorata da studi scientifici, come recentemente dimostrato anche dai dati del report "Il ruolo degli agrofarmaci nell'agroalimentare italiano", curato da Vsafe - spinoff dell'Università Cattolica del Sacro Cuore.

"Sicurezza e qualità sono i pilastri dei processi di ricerca e sviluppo promossi dalle aziende del settore agrofarmaceutico: le nostre imprese investono costantemente per trovare soluzioni innovative, con l'obiettivo di assicurare un'agricoltura sostenibile, produttiva e che sia in linea con la massima tutela del consumatore finale e dell'ambiente, in una logica di lungo periodo - dichiara Alberto Ancora, Presidente di Federchimica Agrofarma – Le campagne contro il nostro comparto ci lasciano perplessi, a maggior ragione se provengono da attori di settori strategici come quello della GDO. Agrofarma è impegnata nella promozione di una corretta informazione sul ruolo degli agrofarmaci perché crediamo che tutte le misure che interessano il settore debbano partire da un confronto costruttivo tra gli interlocutori del comparto, senza preclusioni ideologiche o campagne di principio, ma con misure condivise, a favore della crescita dell'agricoltura italiana e della tutela della sostenibilità e della salute dei consumatori".

"Il processo regolativo europeo – prosegue Ancora - è il più stringente al mondo e garantisce un'accurata valutazione dei possibili rischi per l'uomo e per l'ambiente di tutti gli agrofarmaci immessi sul mercato, così come riconosciuto dall'intera comunità scientifica e istituzionale e dagli attori della filiera della Grande Distribuzione.

"Negli ultimi 30 anni – conclude Ancora - la profonda evoluzione del nostro settore ha portato a una razionalizzazione dell'impiego della chimica in agricoltura. Questo è confermato anche dai risultati che ogni anno vengono pubblicati dalle autorità nazionali ed europee, che attestano l'alto livello di professionalità dell'agricoltura italiana".


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