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E se ci fossero sconti per frutta e verdura nelle ricette del medico?

Come reagireste se al posto dei farmaci il vostro medico vi prescrivesse un bel trattamento con frutta e verdura, con tanto di ricetta (medica, si intende), e rimborsabilità a carico del servizio sanitario nazionale? Qualcosa di simile, in effetti, potrebbe capitare realmente in futuro. Secondo uno studio pubblicato su Plos Medicine infatti, l'introduzione di una prescrizione medica che dia diritto a uno sconto sull'acquisto di cibi sani e naturali potrebbe incoraggiare un'alimentazione più corretta, migliorando la salute pubblica e generando risparmi notevoli per il sistema sanitario.

A livello mondiale, d'altronde, la spesa dei sistemi sanitari (pubblici o privati che siano) continua a salire inesorabilmente, soprattutto a causa di patologie come diabete e malattie cardiovascolari, che possono essere prevenute adottando un'alimentazione sana. Solamente in Italia oltre il 5% della popolazione è affetta da diabete, e le malattie cardiovascolari rappresentano ancora la principale causa di morte, essendo responsabili del 44% dei decessi. Nel 2000, il 23,5% della spesa farmaceutica italiana era destinata solamente a farmaci per il sistema cardiovascolare.

Come fare quindi a ridurre queste spese e, al contempo, promuovere uno stile di vita più salutare per la popolazione? Visto che mangiar sano, purtroppo, ormai costa ben più di un'alimentazione a base di cibo spazzatura, Yujin Lee e Dariush Mozaffarian, autori principali dello studio, hanno deciso di verificare quali conseguenze avrebbe l'introduzione di incentivi economici sull'acquisto di prodotti alimentari considerati sani sulla salute generale della popolazione che sulle spese del sistema sanitario.

La simulazione è stata condotta negli Stati Uniti, dove il team ha stimato che 1 persona su 3 è coperta da Medicare o Medicaid, i due più grandi programmi di assicurazione sanitaria a livello federale. Utilizzando questi dati, i ricercatori hanno esaminato due scenari: nel primo le prescrizioni fornivano il 30% di sconto sull'acquisto di frutta e verdura, mentre nel secondo gli incentivi coprivano, oltre a frutta e verdura, anche altri alimenti considerati salutari, come ad esempio cibi integrali, frutta secca, semi, pesce e oli vegetali.

Secondo i calcoli condotti dal team, il primo programma sarebbe in grado, durante la durata della vita dei partecipanti, di prevenire 1,93 milioni di eventi causati da malattie cardiovascolari, 350 mila decessi, e potrebbe far risparmiare al sistema sanitario oltre 40 miliardi di dollari. Il secondo programma invece potrebbe prevenire 3,28 milioni di eventi cardiovascolari, 620 mila decessi e 120mila casi di diabete, e far risparmiare al sistema sanitario 100 miliardi di dollari.

Entrambi i programmi risultavano estremamente efficaci anche quando i dati venivano aggiustati per tenere in considerazione età, etnia, livello di educazione e reddito dei partecipanti. Gli scienziati sottolineano come introdurre schemi di questo tipo per promuovere un'alimentazione più salutare potrebbe generare risultati sostanziali per la salute pubblica oltre che ad essere estremamente efficace dal punto di vista economico per il sistema sanitario, sia pubblico che privato. 

Fonte: Galileo


Data di pubblicazione:



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