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Agrofarmaci, ecco come applicarli nel rispetto dell'ambiente e del consumatore

I temi cogenti della sostenibilità ambientale in agricoltura, rivestono sempre più importanza per i mercati internazionali. In tal senso, il comparto produttivo non solo non può più sottrarsi dall'ottemperare alle prescrizioni di legge, ma deve adeguarsi ai nuovi trend salutistici che muovono le scelte del consumatore europeo.

Un momento dimostrativo durante le attività formative

Migliorare l'efficacia degli agrofarmaci, nel rispetto dell'ambiente e del consumatore finale è, dunque, imprescindibile per l'orticoltura intensiva italiana. Questi i motivi per cui l'Ispettorato Provinciale dell'Agricoltura di Ragusa (Sicilia) uno dei maggiori areali produttivi d'Italia, ha organizzato apposite giornate in campo sulle tecnologie di applicazione dei fitofarmaci.

Diverse le aziende del territorio che, con spirito di collaborazione, si sono prestate per accogliere i momenti formativi e informativi dell'Ispettorato di Ragusa, a cominciare dall'Azienda Agricola Giuseppe Fiorilla (nella foto sopra) di Scicli (RG), che ha ospitato uno degli eventi, alla presenza di un nutrito gruppo di produttori di pomodoro in serra e di tecnici consulenti.

Per comprendere più da vicino queste attività, abbiamo chiesto a Giorgio Carpenzano (nella foto accanto), dirigente dell'Ispettorato dell'Agricoltura di Ragusa, di spiegarci la ratio che ha mosso l'ente. "Siamo partiti dalla consapevolezza che gli agricoltori, davanti alla sfida di produrre più cibo con minori risorse - ha risposto Carpenzano - necessitano di nuove conoscenze e competenze su tanti fronti, e quello degli agrofarmaci è un tema molto sensibile, per il quale servono strumenti applicativi sicuri ed efficaci. Gli agricoltori non hanno molte occasioni di informazione e formazione, spesso sono soli nelle scelte di una tecnica o di un prodotto, o nel discernere le informazioni corrette da consulenze frammentarie o viziate da interessi commerciali".

Le attività sono state molto seguite e apprezzate dal mondo produttivo locale.

"Per questo stiamo sviluppando un'azione organica di informazione e formazione verso tutta la filiera - ha continuato l'Ispettore - che comprende, tra le varie azioni, un ciclo di giornate per mostrare praticamente come applicare correttamente gli agrofarmaci".

"La prima di queste è stata centrata sull'applicazione nelle colture arboree presso l'Azienda Scandurra che produce uva da tavola, la seconda presso l'OP Platinum su ortive in serra e la terza nella succitata azienda Fiorilla. La quarta di questo ciclo si terrà (a breve) in territorio di Ispica è sarà centrata sulle ortive in pieno campo. L'obiettivo al quale vogliamo concorrere è quello di massimizzare l'efficacia biologica e ridurre i rischi connessi all'uso non corretto".

Le giornate si sono svolte con un approccio nuovo, che punta a spiegare le ragioni di un'agricoltura sostenibile, in modo da suscitare negli agricoltori scelte consapevoli

"Ovviamente - prosegue Carpenzano - presentiamo il PAN (Piano d'Azione Nazionale sull'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari) che rappresenta lo strumento principale in tema di agrofarmaci, quindi le tecniche di applicazione. Infine proponiamo agli agricoltori una prova in campo, perché possano toccare con mano le tecnologie di applicazione e i loro effetti, come (ad esempio) la migliore uniformità di distribuzione sulla coltura, la qualità di bagnatura, la riduzione della deriva, la pressione di esercizio, la riduzione dei consumi di acqua e prodotti fitosanitari, solo per citarne alcuni".

Un altro momento dimostrativo

L'uso delle cartine idrosensibili, che si colorano all'impatto di ogni singola goccia di soluzione irrorata, per esempio, ha permesso di verificare direttamente il livello e la qualità della bagnatura nelle zone della vegetazione dove sono state posizionate. Nel corso delle prove, i produttori hanno potuto effettuare una valutazione immediata della copertura, della qualità delle gocce e dell'uniformità del trattamento. Prima con l'attrezzatura in uso presso l'azienda (una comunissima lancia per liquidi) e, successivamente, con una barra verticale dotata di idonei ugelli.

Significativa la collaborazione tra pubblico e privato in questo progetto, in cui sono stati coinvolti 4 centri di controllo funzionali che operano nel territorio e che sono accreditati presso la Regione Siciliana per il controllo e la taratura di tutte le macchine per la distribuzione degli agrofarmaci.

Inoltre, per alcune attività specialistiche il progetto si è avvalso della collaborazione di professionisti privati che hanno sviluppato ricerche e innovazioni su tematiche specifiche. E questo non solo nelle giornate di campo, ma anche nei corsi di formazione rivolti ai consulenti di prodotti fitosanitari. Oggi, del resto, non si può prescindere dalla cooperazione per il raggiungimento di obiettivi così importanti.


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