Stop del Comune di Roma al mercato di Campagna Amica: agricoltori in difficolta' fino al nuovo bando

Sette anni di lavoro sono stati spesi per rendere un punto di riferimento il Mercato dei contadini di Campagna Amica della Coldiretti, al Circo Massimo (in via San Teodoro, a pochi passi dal Campidoglio). E gli operatori non ci stanno a buttare via tutto quel che è stato fatto per un problema burocratico-amministrativo.



In breve, il Comune di Roma ha ordinato di chiudere la struttura e di fermare le vendite perché l'affidamento dell'antico edificio (ex mercato ebraico del pesce ed ex rimessa comunale) deve essere rinnovato: per farlo, ribadiscono dal Campidoglio, occorre un bando.

In questo modo, sono stati sfrattati dal mercato anche gli agricoltori terremotati delle campagne laziali ed è stata bloccata la vendita (in corso da cinque mesi, dopo le prime scosse) delle "caciotte solidali" realizzate con il latte degli allevamenti sopravvissuti di Norcia, Leonessa e Amatrice.



Ma facciamo un passo indietro per comprendere i risvolti della vicenda.

E' l'ottobre del 2009; a Roma è sindaco Gianni Alemanno. A pochi passi dalla Bocca della Verità, dal Circo Massimo e dal Campidoglio, apre il primo punto d'incontro al coperto fra produttori agricoli e consumatori, un farmers' market dove vendere solo prodotti agricoli locali, freschi, di stagione e trasformati, a "chilometri zero", provenienti da territori vicini. Un'iniziativa di Coldiretti che inaugura il Mercato di "Campagna Amica del Circo Massimo".

Al Mercato di San Teodoro si trovavano tutte le particolarità territoriali. Tanto per citarne alcune: il carciofo di Cori, il broccolo romanesco, le puntarelle, il pomodoro di Trevignano, ma anche formaggi come il mitico Caciofiore di Columella, la Marzolina, senza tralasciare le olive di Gaeta, i tartufi di Campoli Appennino, miele, carni bovine e suine, latte fresco, creme, marmellate, sottolio, salse.



Il tutto era inquadrato in una convenzione, già prorogata, che aveva come scadenza ultima il 31 gennaio 2017. E qui sono arrivati i dolori. Il Comune indica adesso la necessità di lanciare un bando di riassegnazione dello spazio espositivo-commerciale.

Secondo il Comune, serve un regolamento
Il punto di rottura con il Campidoglio, quello che ha fatto iniziare le proteste, è datato 27 gennaio 2017: in un comunicato del Comune di Roma in cui l'Amministrazione Raggi annunciava che era impegnata "tempestivamente per dare continuità al progetto del mercato contadino gestito nei pressi del Circo Massimo, il cui progetto si avvia a scadere il prossimo 31 gennaio"; scadenza naturale in quanto "autorizzata dalle precedenti amministrazioni stabilendo una durata massima".

"Purtroppo il Farmers' Market di San Teodoro non potrà aprire – ha proseguito Adriano Meloni, assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro – La legge non lo consente. Le norme vigenti e il percorso di trasparenza intrapreso da questa amministrazione impediscono la proroga della concessione. Sono inoltre necessari alcuni interventi di adeguamento e riqualificazione della struttura".

"Siamo quasi pronti con un regolamento che, entro il mese di marzo, fissi norme certe per lo sviluppo di questa tipologia di mercati – ha aggiunto l'assessore – Regolamento che nessuna delle precedenti amministrazioni si è preoccupata di predisporre, in modo da evitare situazioni analoghe a quella di San Teodoro. La giunta Alemanno fece aprire una serie di mercatini simili senza scrivere un regolamento. In particolare, per l'edificio di San Teodoro c'è stato l'affidamento per 4 anni a Campagna amica di Coldiretti senza gara e gratuitamente. E già questa è una anomalia".

La replica di Coldiretti
La reazione di Coldiretti non si è fatta attendere, anche perché in sette anni ha investito nella struttura al fine di renderla fruibile e arricchirla di spazi eventi, ristorazione e altro.



Dal 2009 il Mercato di Campagna Amica è diventato "polo d'attrazione settimanale per la spesa agroalimentare di qualità con prodotti coltivati e lavorati sul territorio, tracciati dall'origine, freschi e stagionali", come sottolineato anche da David Granieri, presidente della Coldiretti del Lazio, che ha rimarcato il concetto definendo la chiusura del mercato e la mancata concessione della proroga come "uno schiaffo alla città".

"Il Comune rivendica di avere operato nel rispetto della legalità. Anche noi siamo dalla parte della legalità, sempre e comunque – ha sottolineato Aldo Mattia, direttore della Coldiretti del Lazio – Tanto è vero che da più di tre mesi stiamo sollecitando l'amministrazione a pubblicare il bando per riassegnare lo stabile di San Teodoro".

"Un luogo – raccontano sempre da Coldiretti – che è stato anche di formazione come fattoria didattica, con gli agrichef, i tutor dell'orto, le agritate con la visita di numerose di scolaresche, ma anche di solidarietà dove nei cinque mesi dalle prime scosse sono state vendute migliaia di caciotte della solidarietà ma anche ospitati centinaia di agricoltori terremotati delle diverse regioni che non riuscivano più a vendere i propri prodotti a causa delle spopolamento dei territori colpiti dal sisma".



Così produttori agricoli, titolari di aziende di trasformazione dell'ortofrutta, della filiera casearia hanno iniziato a protestare con forza dopo il blocco dettato dal Campidoglio. C'è un presidio davanti alla sede del mercato, per ribadire "la mancata concessione, da parte del Comune di Roma, della proroga che avrebbe consentito agli operatori del Mercato di Campagna Amica di proseguire la vendita di prodotti a chilometri zero fino alla pubblicazione del bando per l'assegnazione dello stabile che ospita il farmers market".

Cartelli alla mano, fogli per la raccolta di firme (oltre 400 in soli 30 minuti) per una petizione utile a una proroga per l'uso della struttura, slogan come "Chiusura mercato rovina famiglie", "Giù le mani dal mercato degli agricoltori", "Salviamo il cibo buono, giusto e pulito".

Le voci di alcuni produttori
Fra loro Vittorio di Sessa con la moglie Fernanda Giallonardi, dell'azienda agricola Agri.Api.Bio. di Sant'Angelo in Theodice a Cassino, specialista nel creare creme e conserve inimitabili e biologiche dalle loro colture dell'orto, dal loro uliveto, dai loro frutteti, dalla coltura di canapa consentita per legge: "Non possono buttarci così in mezzo alla strada o spargerci in sedi che loro ritengono idonee, ma che non lo sono – sottolinea Vittorio – La forza era propria di questo grande polo delle tipicità. Abbiamo lavorato per anni su questo mercato, ci abbiamo puntato ogni nostro sforzo. Così ci mettono tutti in profonda crisi. Una grandissima fetta, se non tutta, della nostra vendita al dettaglio, va a farsi benedire".

Fra gli altri protesta anche Loreto Pacitti, noto produttore di formaggi nella sua Caciosteria Casa Lawrence a Picinisco, nella Valle di Comino, in provincia di Frosinone, scrigno di prodotti tipici dai profumi e dai sapori inimitabili, formaggi e altri prodotti che parlano della storia di un territorio attraverso la sollecitazione dei sensi: "S'è fatto di tutto per rendere importante il Mercato di Circo massimo – racconta Loreto – Ci siamo dati da fare per valorizzarlo in tanti anni di dedizione e lavoro costruendo un'offerta di prodotti unica, tanto da divenire celebre anche a livello internazionale. Non è accettabile che non ci venga data una proroga, che non ci possa essere una formula di affidamento a chi ha già qui operato per tanto tempo rendendo grande questo luogo, con tutte le clausole che il Campidoglio vorrà inserire. Mi sembra assurdo che tutto possa finire nelle mani di qualcun altro grazie a un bando, un terzo che capitalizzerà quanto è stato frutto dei nostri sforzi pluriennali, magari poi sconvolgendo questo mercato in qualcos'altro. Non è accettabile".


Loreto Pacitti

La posizione del ministro Martina e quella dell'assessore Hausmann

"Sono vicino agli agricoltori di Coldiretti riuniti a Roma per chiedere di tenere aperto il Mercato contadino di San Teodoro vicino al Circo Massimo - ha scritto su Facebook Maurizio Martina, ministro delle Politiche agricole - E' uno spazio simbolo per la Capitale e per l'agricoltura italiana. Se vogliamo tutelare fino in fondo il reddito dei nostri agricoltori, allevatori e pescatori dobbiamo incentivare l'apertura di esperienze di vendita diretta, di farmers' market che accorcino la filiera. Sono spazi dove si fa educazione alimentare, non solo vendita. Dove il rapporto tra produttore e consumatore aiuta la crescita di consumi consapevoli. Di nuova cittadinanza. La chiusura è un fallimento per tutti".

"E' incredibile che il Comune di Roma abbia deciso di chiudere l'esempio più importante a livello internazionale di mercato a filiera corta, dove operano 60 aziende provenienti dall'intero territorio regionale – ha ribattuto Carlo Hausmann, assessore regionale all'Agricoltura, Caccia e Pesca – La Regione Lazio ha approvato una legge sulla filiera corta proprio per sviluppare una filosofia di mercati come quella portata avanti in maniera efficace e esemplare dal mercato contadino di San Teodoro, modello a cui ci siamo ispirati".

"Un mercato importante non solo per i tantissimi Romani – ha rimarcato Hausmann – che lo avevano come punto di riferimento per l'acquisto di prodotti coltivati e trasformati sul territorio, dalla sicura tracciabilità e genuinità, ma anche per il mercato turistico, con tour operator che, organizzando corsi di cucina, lì portavano i propri clienti per mostrare un fiore all'occhiello nell'offerta dei prodotti agroalimentari laziali. E' intollerabile averlo chiuso e non ne capisco i motivi. Mi auguro che venga presto risolta la situazione, con piena soddisfazione delle parti interessate e soprattutto nel rispetto e a tutela del rapporto di fiducia consolidatosi tra i produttori e i consumatori".

Conclusioni
"Speriamo di trovare già la prossima settimana le forme per garantire la prosecuzione del mercato - ha detto Luca Bergamo, vicesindaco di Roma, incontrando al Mercato di San Teodoro i dirigenti della Coldiretti del Lazio e nazionale - Consideriamo strategici questi mercati che favoriscono il rapporto diretto tra produttori e consumatori, infatti stiamo lavorando a un apposito regolamento di disciplina. Abbiamo apprezzato che questa mattina gli operatori, pur sapendo di rinunciare ai ricavi, abbiano sospeso le attività di vendita dei prodotti, proviamo dispiacere per il disagio vissuto da loro e dai cittadini di Roma".

Agricoltori e Coldiretti, oltre ai presidi e blitz non stop, hanno avviato un tweet storm #giulemanidelmercato e un "mail bombing" indirizzato al sindaco Raggi e a Marcello De Vito, presidente del Consiglio capitolino, per chiedere l'immediata riapertura del mercato.

Autore: G.G. per FreshPlaza

Data di pubblicazione:



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