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Sul kiwi scontro internazionale tra la cilena Asoex e la neozelandese Zespri

Ronald Bown, presidente dell'Associazione degli Esportatori di Frutta del Cile (ASOEX), ha criticato la compagnia Zespri per le pratiche di marketing anticoncorrenziali supportate dal governo della Nuova Zelanda. Bown ha dichiarato che le pratiche di Zespri hanno avuto un impatto sui consumatori e sull'industria globale del kiwi, in particolare in Cile.

Bown sostiene che la struttura a 'unico punto di accesso' abbia fatto sì che i neozelandesi della Zespri siano responsabili delle esportazioni di kiwi in tutti i mercati, ad eccezione dell'Australia. Di conseguenza, l'azienda controlla il 30% circa del volume del mercato mondiale e circa il 60% del suo valore, con un impatto negativo su produttori e sulle opportunità commerciali da parte di altri paesi produttori di kiwi come Italia, Francia e Grecia.

"Nel mondo - sostiene Bown - nessuno dei concorrenti di Zespri ha la possibilità di beneficiare di questo tipo di privilegio, grazie all'impegno dei loro governi per il libero scambio, com'è il caso del Cile. Ora sarebbe impensabile che il WTO (l'Organizzazione Mondiale del Commercio) possa permettere un accordo commerciale come quello che il governo della Nuova Zelanda possiede e difende".

Inoltre, Bown trova 'incomprensibile' il fatto che queste pratiche esistano ancora e che i paesi che le supportano siano autorizzati a partecipare ad accordi pro-libero scambio, come è il caso del TTIP (accordo trans-pacifico di cooperazione economica).

"Crediamo - continua il presidente di ASOEX - che a nessun paese che supporti attività monopolistiche e ostacoli gli altri paesi dovrebbe essere consentito di fare parte del TTIP fino a quando non proporrà soluzioni rapide per risolvere il conflitto. Inoltre pensiamo che Zespri abbia così tanto potere dovuto a questo privilegio che le permette di usare pratiche sleali che, anche in caso queste fossero eliminate, per molti anni ancora avrebbero effetti negativi sulla libera concorrenza nel settore della frutta".

Sempre in relazione alla questione del libero scambio, Bown sostiene che anche i consumatori ne pagano le conseguenze. La mancanza di disponibilità da altri mercati li costringerebbe a pagare prezzi più elevati a fronte di forniture inferiori.

"Consumatori e clienti in tutto il mondo - replicano dalla Zespri in risposta all'attacco di Bown - hanno una grande varietà di scelta per la frutta che acquistano e consumano, e il kiwi Zespri fornisce un'opzione di ottima qualità, sana e gustosa. Le vendite cresceranno solidamente dal momento che sempre più persone scelgono l'ottimo sapore e la qualità costante dei nostri prodotti salutari".

"Zespri è orgogliosamente proprietà di produttori neozelandesi di kiwi e la nostra struttura è conforme alle leggi internazionali dell'Organizzazione Mondiale del Commercio", concludono dall'azienda neozelandese.

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