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I virus che BiodiverSO ha rilevato sulle varieta' pugliesi di carciofo

Importante scoperta del progetto BiodiverSO sul carciofo. Valutando lo stato fitosanitario di alcune varietà di carciofo (Bianco di Taranto, Carciofo di Lucera, Violetto di Trinitapoli, Locale di Mola, Nero di Ostuni, Tricasino spinoso, Verde di Putignano, Violetto di Putignano e Violetto di Brindisi o Francesina) nei laboratori dell'Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante (CNR) di Bari sono stati individuati quattro virus: AILV (artichoke Italian latent virus), ArLV (artichoke latent virus), TuMV (turnip mosaic virus) e TICV (tomato infectious chlorosis virus).


Carciofo Violetto di Brindisi

Come atteso, il quadro fitopatologico mostra una diffusione presenza di diverse specie virali, anche non tipiche della coltura e di più recente identificazione come TuMV e soprattutto TICV. TuMV era stato già rinvenuto in carciofaie commerciali di Brindisino, mentre infezioni di TICV erano state rinvenute in carciofaie coltivate in Liguria, Sardegna, Lazio, Campania e Sicilia, ma non in Puglia.

TICV è tramesso da Trialeurodes vaporariorum ed era stato segnalato in Puglia in infezione mista con Tomato spotted wilt virus (TSWV) su pomodoro. Vista la diffusione del vettore naturale, il passaggio al carciofo era, in qualche misura, atteso. E' rilevante che infezioni di TICV sono state identificate anche in carciofaie tunisine dove, peraltro, il virus è presente su pomodoro e su varietà di carciofo importate dall'Italia.

Un altro importante risultato del progetto BiodiverSO.

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Data di pubblicazione:



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