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Da uno studio della SISSA di Trieste

Il cervello usa i colori per scegliere i cibi: rosso o verde?

In base a uno studio della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste, pubblicato il 14 novembre 2016 sulla rivista Scientific Reports, il cervello usa i colori per scegliere i cibi e valutare il loro apporto calorico.

"Il nostro sistema visivo si è evoluto per identificare facilmente bacche, frutta e verdura particolarmente nutrienti nel mezzo del fogliame della giungla - spiega Raffaella Rumiati, neuroscienziata della SISSA, e coordinatrice del nuovo studio - Il sistema visivo umano è tricromatico: in particolare siamo molto efficienti nel distinguere il rosso dal verde, e nei nostri studi abbiamo dimostrato che è il colore degli alimenti che guida le nostre scelte.



"Generalmente, i cibi vengono scelti perché abbiano un alto contenuto calorico. Nei cibi naturali, non processati, il colore è un buon predittore dell'apporto calorico - spiega Francesco Foroni, ricercatore della SISSA - Dallo studio è emerso che più un cibo non processato tende al rosso, più è probabile che sia nutriente, mentre quelli verdi tendono a essere poco calorici".

"I 68 partecipanti allo studio hanno valutato come più 'stimolanti' e calorici i cibi il cui colore tende al rosso – ha aggiunto Giulio Pergola, ricercatore all'Università di Bari - mentre ciò non accade per i cibi di colore verde".

"Inoltre, va ricordato che il codice colore vale solo per gli alimenti. La preferenza del rosso sul verde non si osserva con oggetti non commestibili - continua Rumiati - Questo significa che il codice colore del sistema visivo si attiva correttamente solo con gli stimoli alimentari".

Questo studio può considerarsi un punto di partenza per approfondire le conoscenze sul sistema visivo che può essere un potenziale strumento sia per affinare strategie di marketing alimentare sia per sviluppare trattamenti specifici dei disturbi alimentari. "Molto si sta facendo oggi per incentivare un'alimentazione più sana – conclude Rumiati - per esempio cercando di convincere il pubblico ad assumere meno cibi ipercalorici e forse il colore degli alimenti potrebbe essere usato in questo senso, magari con colorazioni artificiali".

Per maggiori info:
Francesco Foroni, Giulio Pergola, Raffaella Ida Rumiati, 'Food color is in the eye of the beholder: the role of human trichromatic vision in food Evaluation', 14 Novembre 2016, Scientific Reports, 6:37034, DOI: 10.1038/srep37034. www.nature.com/articles/srep37034

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