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Simone Pelkmans (Unilever)

Claim salutistici e nutrizionali sugli alimenti: serve maggiore chiarezza

Etichette, confezioni e messaggi pubblicitari sono ricchi di claim salutistici e nutrizionali. Alcuni espliciti, usando parole, immagini o simboli, ma anche impliciti e tutti con l'obiettivo di fornire al consumatore informazioni importanti. Tuttavia, non tutte queste affermazioni sui benefici derivanti alla salute dal consumo di un determinato alimento hanno ragion d'essere.

Durante un seminario su alimentazione e salute tenutosi il 29 settembre 2016 a Rotterdam, Simone Pelkmans, direttrice legale a livello globale ed europeo per gli alimenti di Unilever, ha spiegato quali di simili claim salutistici possano essere propagandati o meno.



"Perché i marchi alimentari utilizzano questi claim? Prima di tutto per fornire informazioni sui loro prodotti in modo onesto e trasparente - ha dichiarato Simone - Ma non tutti i claim salutistici e nutrizionali possono o devono essere fatti. Dal momento che i claim possono essere letti sotto molti punti di vista, Unilever ha predisposto una squadra interfunzionale per garantire che la normativa UE venga rispettata con precisione. Questo è fondamentale per evitare eventuali danni conseguenti - come pesanti multe, richiami o peggio ancora pericoli per la salute pubblica".

"Pertanto è stato redatto un regolamento europeo per i claim salutistici, uno strumento per stabilire se e in quale gruppo di prodotti possono essere effettuati claim nutrizionali e salutistici i cui effetti sono attribuiti agli alimenti".

Claim salutistici versus claim nutrizionali
Simone ha spiegato: "Un claim nutrizionale è un'indicazione che affermi, suggerisca o sottintenda che un alimento abbia particolari proprietà nutrizionali benefiche. Di conseguenza non è ammesso che un alimento venga elogiato per una modifica che non ha carattere distintivo nel gruppo di prodotti interessato, come il contenuto di sale nei prodotti in cui c'è già naturalmente poco sale. Oltre questo, non è possibile utilizzare alcuni termini. Infatti se a un prodotto vengono aggiunte sostanze nutritive, per esempio, non si può definire come naturale o di derivazione naturale".

I claim relativi a salute e rischi di patologie vanno oltre. "Si tratta di affermazioni che stabiliscono, suggeriscono o sottintendono che esista una relazione tra un alimento o un ingrediente in esso contenuto che offre benefici per la salute o riduce il rischio di patologie. Qui entra in vigore la vigilanza dell'EFSA. Perciò un produttore non potrà mai dire che non consumare un prodotto fa male alla salute. Anche le allusioni alla perdita di peso o a raccomandazioni di un singolo medico o professionista non sono ammesse. Inoltre, esiste un divieto per i claim medici (o che ci si riferisca a tali) in cui a un prodotto alimentare siano attribuite proprietà per la prevenzione o cura di patologie. Un esempio è l'affermazione che dice: 'La stevia riduce il rischio di diabete'".

Mancanza di chiarezza
Le aziende alimentari hanno il compito di capire se il prodotto che hanno immesso sul mercato è conforme e ha un'etichetta appropriata. Simone ha concluso: "C'è ancora tanta incertezza. Ci sono varie autorità a cui fare riferimento, ma questo non aiuta perché a volte l'interpretazione e l'applicazione delle norme è in contrasto. Anche gli Stati membri seguono metodi diversi. Alla Commissione Europea il settore non chiede altro che una guida chiara!"

Data di pubblicazione:



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