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Perdite nei trasporti cargo marittimi a causa dei cambiamenti climatici

Dall'ultima ricerca di Allianz Global Corporate & Specialty SE (AGCS) emergono dati contrastanti, secondo quanto riporta trasportoeuropa.it. Quello globale è positivo, perché le navi con stazza lorda sopra le 100 tonnellate perse nel 2015 sono state 85, ossia tre in meno dell'anno precedente, e il 45% in meno del 2006. Ciò avviene, secondo la Safety and Shipping Review, grazie a "migliori condizioni di sicurezza e ad una più solida auto-regolamentazione". Ma se analizziamo i dati secondo le regioni e le tipologie di navi, emergono importanti differenze. Inoltre, appaiono nuovi tipi di rischi, anche legati ai cambiamenti climatici.

A tal proposito, diventano più frequenti le condizioni meteo eccezionali. Nel 2015, il maltempo è stato la causa di tre perdite su cinque, compreso l'evento del cargo El Faro, affondato a inizio ottobre durante l'uragano Joacquin e ritenuto uno dei più grandi disastri marittimi degli Stati Uniti (clicca qui per maggiori info).

"Il fatto che gli uragani provochino l'affondamento di navi è preoccupante", ha affermato Sven Gerhard, Global Product Leader Hull & Marine Liabilities, AGCS. "Notiamo che gli eventi dovuti a catastrofi naturali sono più frequenti e gravi. Le condizioni meteo continueranno a essere un elemento essenziale della navigazione sicura delle navi".

E, per il 2016, le preoccupazioni si focalizzano sul super El Niño.

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