L'India e' inondata dalle mele europee e americane, mentre sempre piu' Russi vanno al discount

I primi dati statistici sui mesi successivi all'embargo russo fanno intravedere come la Russia non sia stata in grado di sostituire interamente i prodotti europei e americani boicottati. Un certo numero di nazioni ha approfittato della situazione, ma il commercio risulta parecchio indietro in termini di volumi.

I mercati sono attivi nell'acquisto dei prodotti occidentali. Il mercato all'ingrosso indiano di Mumbai è stato inondato dai prodotti europei e americani che erano destinati al mercato russo.

In Russia sono ancora in corso progetti di investimento in coltivazione, distribuzione e stoccaggio. La Georgia potrebbe esportare un numero maggiore di prodotti e l'Albania è stata accusata di contrabbando di prodotti europei.

Colmato parzialmente il gap nelle importazioni russe
Secondo una ricerca di Fruit & Vegetable Facts, i dati provvisori relativi alle importazioni della Russia nei mesi dopo l'istituzione dell'embargo hanno mostrato che la nazione è riuscita a trovare prodotti sostitutivi solo in parte. Sono state soprattutto Cina, Ucraina e Argentina a vedere una crescita delle esportazioni verso la Russia. Altre nazioni che sembrano approfittare della situazione sono Turchia, Sudafrica, Serbia, Israele e Armenia. A livello di referenze, è possibile notare dei cambiamenti: vengono importate quantità inferiori di mele, pomodori, pesche e nettarine, ma le importazioni di uva, arance, mandarini e limoni sono aumentate.

L'impatto delle sanzioni sulle esportazioni olandesi è di piccola entità
Secondo Euler Hermes, provider di soluzioni di assicurazione dei crediti commerciali, le esportazioni del settore alimentare olandese sono aumentate del 4% quest'anno. Anche se le esportazioni olandesi sono in aumento, i margini sono però sotto pressione. I Paesi Bassi rappresentano il 7,5% dell'export mondiale nel settore agricolo e alimentare. Il 70% dei volumi esportati viene commercializzato all'interno dell'UE e il 30% extra-UE. Secondo Euler Hermes, l'effetto dell'embargo sulle esportazioni totali dei Paesi Bassi è stato limitato.

L'India inondata dalle mele americane

In India, nel mercato all'ingrosso di Vashi, vicino Mumbai. Alcuni commercianti dispongono di speciali team commerciali allo scopo di acquistare soprattutto prodotti europei ed americani. Dopo l'embargo, l'offerta dei prodotti boicottati dalla Russia è aumentata in India, soprattutto il volume di mele provenienti dallo stato di Washington. Per i prossimi tempi, i commercianti prevedono il 30-40% di offerta in più.

La Polonia mette gli occhi sulla Bulgaria
I coltivatori polacchi sono in cerca di nuovi mercati d'esportazione per le mele e pensano di averne trovato uno nella Bulgaria. Da qualche settimana, le mele polacche vengono inviate verso la nazione dell'Europa orientale. I prezzi si aggirano su 0,23-0,26 euro/kg; per le mele bulgare si spende due volte tanto. Proprio per questo motivo, i coltivatori bulgari sono preoccupati di non riuscire a vendere il loro prodotto.

La Russia sospetta di contrabbando dall'Albania
Il servizio sanitario russo sospetta che l'Albania stia contrabbandando prodotti europei. Il servizio ritiene che sia sospetto soprattutto il grande aumento dei volumi d'esportazione relativi ad albicocche, amarene e pesche. Inoltre, i documenti dei prodotti risulterebbero falsificati. La Russia ha chiesto dei chiarimenti all'Albania in merito ai volumi prodotti dalla nazione e l'Albania ha una settimana di tempo per rispondere.

La Georgia potrà esportare di più
Il servizio fitosanitario russo ha ampliato la lista dei prodotti d'importazione ammessi dalla Georgia. Di conseguenza, la nazione potrà esportare maggiori quantità di frutta secca e piccoli frutti. Il servizio ha evocato le restrizioni in seguito ad una richiesta da parte di alcuni grandi importatori russi.

50.000 tonnellate di patate da seme per la Russia

I tuberi da seme non sono nella lista dei prodotti boicottati. I russi prevedono di aver bisogno di 53.000 tonnellate di patate da seme per la prossima stagione. Il 90% del volume complessivo coltivato è generato da questi tuberi provenienti dall'estero. Sono soprattutto i Paesi Bassi ad essere un grande fornitore, ma anche Germania, Finlandia e Regno Unito ne esportano grandi quantità. Le 53.000 tonnellate equivalgono ad oltre il doppio del volume registrato negli anni scorsi. Secondo le previsioni, le importazioni saranno caratterizzate da controlli ed ispezioni.

Maggiori quantità di patate bielorusse per la Russia
Il governo bielorusso ha comunicato di voler esportare 300.000 tonnellate di patate in Russia per questa stagione: dato quintuplicato rispetto allo scorso anno. I prezzi risultano più elevati del 15%. La Bielorussia ha previsto che le esportazioni aumenteranno dopo dicembre, a causa di una carenza di patate locali sul mercato russo. Quest'anno, il raccolto della Bielorussia ammonterà a 1,26 milioni di tonnellate.

Grandi progetti per il Caucaso
Secondo i media russi, si è formato un gruppo di aziende nella regione del Caucaso settentrionale per lavorare all'indipendenza alimentare. Nella regione di Stavropol sono in corso 60 grandi progetti. Secondo le statistiche, l'intero Caucaso settentrionale fornisce il 14% di ortaggi, ovvero 1,5 milioni di tonnellate. Durante una visita, il premier russo Medvedev ha elogiato il potenziale della zona e ha sostenuto che nel 2020 verranno piantati ulteriori 50.000 ettari, metà destinati alla coltivazione della frutta, e l'altra metà a vigneti.

Lenta apre nuovi centri di distribuzione
Entro la fine dell'anno, la catena Lenta aprirà due nuovi centri di distribuzione a Togliatti e Rostov. Questi nuovi centri dovranno sostenere l'espansione della catena, dopo l'ingresso in Borsa all'inizio di quest'anno. Attualmente, Lenta dispone di quattro centri di distribuzione a San Pietroburgo, Mosca e Novosibirk. Alla fine dell'anno scorso, ha inaugurato gli ultimi due centri. L'azienda investe nella logistica e ha dei progetti di espansione per la Russia Centrale. La catena è intenzionata ad aprire anche ipermercati e discount.

I russi vanno più spesso al discount
Sempre più russi, per fare la spesa si recano nei supermercati che offrono prodotti a basso costo, come ad esempio Magnit. A causa del repentino aumento dei prezzi al consumatore, sempre più russi sono costretti a fare acquisti al discount. Tutta colpa della combinazione tra embargo sui prodotti europei e inflazione alle stelle.

Leggi qui tutti gli articoli relativi allo Speciale embargo russo.

Testo e traduzione FreshPlaza. Tutti i diritti riservati.

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