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Una scoperta fondamentale per il miglioramento di sapore, capacita' curative e antiossidanti del rinomato ortaggio veneto

Svelata la prima bozza del genoma di radicchio



L’azienda T&T® di Chioggia, in provincia di Venezia, leader nella produzione di sementi professionali da orto, e parte di Blumen Group Spa, inizia nel 2008 un nuovo progetto di ricerca che le permette di costituire i primi ibridi F1 di radicchio e più recentemente di svelarne il genoma. Il progetto, infatti, sta continuando grazie al contributo essenziale del gruppo di ricerca guidato dal Prof. Gianni Barcaccia, nell’ambito di una collaborazione stipulata con l’Università degli Studi di Padova, per studiare i geni delle varietà T&T® di uno dei più conosciuti ortaggi del Veneto.

La collaborazione tra imprenditoria agricola e ricerca universitaria ha permesso, per la prima volta a livello mondiale, di svelare la bozza del genoma di radicchio, in altre parole di decifrare l’intera sequenza del suo DNA avente una lunghezza totale di quasi 1,3 miliardi di nucleotidi. Si tratta di un risultato di grande rilevanza scientifica raggiunto grazie all’incontro tra avanzamenti tecnologici, conseguiti da parte di un ente di ricerca pubblico, e investimenti economici, programmati da parte di un’azienda privata, la quale in tempi davvero difficili, riesce non solo a mantenere ma addirittura a rafforzare il settore di ricerca e sviluppo, che mai come oggi ha una rilevanza fondamentale quando si parla di impresa.

A lungo apprezzato come pianta medicinale dagli antichi Greci e Romani, il radicchio è adesso considerato tra le più importanti specie orticole, rappresentando uno dei costituenti principali delle insalate consumate fresche o anche cotte, secondo le tradizioni locali e le abitudini alimentari. In particolare, il nome italiano "radicchio" è quello comunemente adottato per indicare uno specifico gruppo di cicorie, aventi foglie rosse o variegate, tra le quali la tipologia di Chioggia costituisce quella commercialmente più importante a livello nazionale. Basti pensare che in Italia questa tipologia è coltivata su una superficie complessiva di circa 16-18.000 ha (con oltre il 50% in Veneto) con una produzione totale di oltre 270.000 ton di radicchi (per circa il 60% ottenuta con sementi professionali).

L’aver svelato il genoma del radicchio significa aver scoperto il numero, la gamma e la sequenza dei circa 25.000 geni di cui è composto. Ciò rappresenta una conquista della genetica agraria italiana che apre nuovi orizzonti per la ricerca di base in questa specie, fornendo al contempo grandi potenzialità applicative e vantaggi in termini di competitività nel settore del miglioramento genetico, finalizzato alla costituzione di nuove varietà di radicchio secondo metodi naturali anche se guidati dall’uomo grazie all’avanzamento delle conoscenze del genoma di questa specie.


Nelle foto sopra: A) Analisi citogenetica dei cromosomi di radicchio; B) Analisi elettroforetica del DNA genomico di radicchio; C) Geni della via biosintetica dei flavonoidi di radicchio. Clicca qui per un ingrandimento dell'immagine.

Le informazioni ottenute con il sequenziamento del genoma del radicchio saranno cruciali per individuare a livello molecolare le regioni cromosomiche dove risiedono i geni che controllano l’espressione di caratteri agronomici e qualitativi rilevanti. Si tratta di procedure moderne di miglioramento genetico, cosiddetto assistito da marcatori molecolari (MAB), che si contrappongono a quelle basate sull’uso di organismi geneticamente modificati (OGM) e che sono volte alla valutazione e alla selezione di linee parentali geneticamente stabili da impiegare per la costituzione di ibridi F1 uniformi e vigorosi, varietà potenzialmente in grado di combinare caratteristiche che nel radicchio sono alla base di qualità, tipicità e produttività.

Lo sfruttamento dell’eterosi (esplosione di vigore che si osserva nelle progenie F1 di particolari incroci tra linee pure), che si manifesta come superiorità del valore adattativo e produttivo delle discendenze ibride rispetto a quello delle linee pure usate come parentali, è stato uno dei più grandi successi del miglioramento genetico di specie agro-alimentari: importanti specie da orto (come, ad esempio, pomodoro, peperone, spinacio, finocchio, zucchino, carota, ecc.) sono oramai coltivate nei Paesi occidentali per lo più come varietà ibride. Le ragioni principali che spingono un’azienda sementiera a intraprendere programmi di costituzione di varietà ibride e che fanno della costituzione di varietà ibride la scelta strategica più appropriata sono due: i) la produttività delle varietà ibride è maggiore rispetto a quella di altri tipi possibili di varietà (ad esempio, varietà sintetiche, chiamate anche OP); ii) l’uniformità degli ibridi F1 e la segretezza che può essere riservata alle linee parentali facilita la tutela dei diritti del costitutore, stimolando così il coinvolgimento del settore privato in programmi di miglioramento genetico che sono spesso lunghi e molto costosi. Bisogna altresì considerare che la costituzione di varietà ibride non è in contrapposizione con la necessità di preservare le varietà locali poiché la selezione di appropriate linee parentali da impiegare negli incroci richiede l’esplorazione di ampie collezioni di germoplasma, forzandone il mantenimento.

Il progetto contribuirà a consolidare la credibilità delle aziende sementiere italiane e a rafforzare l’immagine della realtà regionale associata alla coltivazione dei radicchi: il mercato delle sementi di questa specie potrà essere ancora più professionale a livello nazionale e più competitivo a livello internazionale. Decodificare il genoma di un organismo significa, infatti, acquisire un background conoscitivo e un know-how tecnologico che nel breve periodo potranno dimostrarsi determinanti per affrontare le problematiche associate alla coltivazione e alla protezione delle moderne varietà di radicchio. Da non trascurare, infine, è la possibilità di intraprendere programmi di ricerca aventi lo scopo di preservare, tutelare e valorizzare il patrimonio di biodiversità esistente nei radicchi del Veneto attraverso la caratterizzazione genetica approfondita delle più importanti, almeno storicamente, antiche varietà locali.

T&T® srl Agricola è un'azienda sementiera veneta specializzata nella coltivazione, selezione, produzione e ricerca di varietà "nostrane" e innovative di cicorie, lattughe e baby leaf.
L’Azienda agricola T&T® Produce è stata fondata da Silvano Tiozzo Caenazzo, mettendo a frutto un’esperienza di oltre 50 anni, accumulata dal padre Ubaldo, nelle attività di coltivazione, selezione e miglioramento genetico delle cicorie nella zona di Chioggia.

Nel corso degli anni, queste attività sono cresciute in maniera esponenziale, fino a quando T&T® Produce, specializzatasi nella ricerca e nello sviluppo di nuove varietà di radicchi, lattughe, indivie, rucola e prodotti "baby leaf", nel 2002 è diventata un vero e proprio gruppo con la nascita di T&T® srl Vegetable Seeds, ora T&T® srl Agricola, organo commerciale dell’azienda. (Qui accanto: Radicchio Rosso di Chioggia TT® 5010 F1).

Nel 2012 T&T® srl è entrata a far parte di Blumen Group spa, che raccoglie aziende e marchi notissimi del mercato delle sementi, quali: Blumen, Landen, Four e Olter.
Blumen Group spa rappresenta l’unico concreto esempio in Italia di come si possa creare un polo di aggregazione di medio/piccole aziende operanti nel mercato delle sementi orticole.

Per info e contatti:
T&T® srl Agricola

Via ss Romea, 77/bc
30015 Chioggia (VE)
Tel.: (+39) 041 5581193
Fax: (+39) 041 4950933
Email: info@vegetableseeds.it
Web: www.vegetableseeds.it

Data di pubblicazione:



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