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Come la malattia Zebra Chip ha rischiato di distruggere la pataticoltura statunitense

L'allerta su una nuova fitopatia e un interessante dibattito sui meriti dell'agricoltura di precisione sono stati momenti salienti di una conferenza organizzata dall'associazione per la ricerca in pataticoltura della Cambridge University (USA).

La malattia "Zebra Chip", provocata dal patogeno batterico Liberibacter bacteruim, ha rischiato di distruggere l'intera coltivazione delle patate negli Stati Uniti, come affermato durante la conferenza.

I sintomi fogliari della malattia - scoperta nel 1994 in Messico e poi diffusasi a Nord - sono stati identificati nelle patate dell'azienda CSS Farms nel luglio 2007, ha testimoniato l'amministratore delegato Milt Carter.

"A metà agosto, c'erano già grandi aree di piante morte. Per cercare di ridurre il problema in fase di conservazione, abbiamo isolato queste zone e non le abbiamo raccolte. Ma c'erano ancora troppi tuberi affetti dallo Zebra Chip in magazzino".

La malattia modifica i livelli di zucchero nei tuberi, causando antiestetiche strisce nere che compaiono dopo la cottura e li rendono invendibili. A quel tempo, poco si conosceva delle cause e della trasmissione della malattia.



"Nel 2007/08, abbiamo perduto grossi quantitativi di patate che non potevano essere utilizzate per la trasformazione e che abbiamo destinato all'alimentazione animale o venduto con forti sconti come sottoprodotto. La malattia ci è costata 10 milioni di dollari prima che fosse identificata la causa e ci ha quasi obbligato a ritirarci dall'attività".

L'azienda CSS Farms ha destinato due agronomi a tempo pieno allo studio dello Zebra Chip e del suo controllo e ha impiegato il maggior supporto tecnico possibile per cercare di contrastare la fitopatia.

Scoprire che micro-insetto parassita, lo psillide della patata, era responsabile della trasmissione del batterio che provoca la malattia, è stato un passo avanti importante, ma il programma di controllo costa all'azienda 1,5 milioni di dollari all'anno sui 4.400 ha di patate che l'azienda coltiva in sei stati, ha spiegato Carter.

"Controllare efficacemente gli insetti richiede un programma complesso, che include applicazioni di insetticidi lungo l'intera stagione; inoltre bisogna posticipare la semina per evitare i danni dei primi psillidi, che tendono a trasportare una più alta percentuale di batteri; l'uso esclusivo di applicazioni nel terreno, piuttosto che spruzzature aeree, e un miglior uso di patate di controllo nelle rotazioni colturali".

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