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Scandalo falso biologico: Renzo Piraccini, Presidente di Almaverde Bio, commenta l'accaduto

Da quanto emerge dal comunicato stampa della Guardia di finanza di Verona, sono 22 le aziende coinvolte (prevalentemente grossisti cerealicoli, nessun produttore); le indagini sono partite dall'azienda Sunny Land SpA, il cui fatturato nel 2007 era quintuplicato, mettendo sul chi vive la Guardia di Finanza.

I prodotti sotto inchiesta sono cereali e granaglie prevalentemente a uso zootecnico, ma anche sfarinati per l’alimentazione umana e ortofrutta, anche se quest’ultima non sembra collegata al filone d'indagine principale.

Si stima, secondo le prime indicazioni della Guardia di Finanza, che siano coinvolte 2.500 tonnellate di cereali bio.

"Il danno d'immagine è grave - dichiara Renzo Piraccini (nella foto a fianco), Presidente di Almaverde Bio Italia - ma abbiamo apprezzato molto il fatto che anche il nostro ente di certificazione, il CCPB di Bologna, abbia in questi mesi collaborato con gli organi di vigilanza per smascherare queste truffe che nascono per cercare facili guadagni".

"Mi rassicura – continua Piraccini - che il sistema di certificazione abbia suonato il campanello d'allarme e ritengo che la unicità e la forza del biologico stia proprio qui, nel sistema dei controlli e nella tracciabilità delle filiere produttive. Ma quanto è accaduto deve comunque fare riflettere sul fatto che la garanzia della qualità dei prodotti biologici è un valore che va riconosciuto".

"Sono certo che la vicenda - conclude Piraccini - non verrà strumentalizzata ed anzi contribuirà a promuovere l’impegno delle imprese e dei marchi che operano da anni con impegno e serietà."

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