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Presentato al Senato il Disegno di Legge per la qualificazione degli agromeccanici proposta da UNIMA

Il Disegno di Legge proposto da UNIMA per la qualificazione professionale delle aziende agromeccaniche è stato presentato ieri, 22 novembre 2011, al Senato dal gruppo PD, nell’ambito di un pacchetto di proposte elaborate dal gruppo senatoriale del Partito Democratico volte a regolamentare e modernizzare l’agricoltura italiana in prospettiva nazionale ed Europea nell’ottica di "Competitività, Territorio e Governance".

Tra i presenti in rappresentanza delle istitizioni i senatori Paolo Scarpa Bonazza Buora (Presidente Commissione Agricoltura), Alfonso Andria (Vicepresidente Commissione Agricoltura Senato), Luigi Zanda (Vicepresidente Gruppo PD Senato), Leana Pignedoli (Capogruppo PD Commissione Agricoltura), Colomba Mongiello, Maria Antezza e Maria Teresa Bertuzzi; l’on. Angelo Zucchi (Vicepresidente Commissione Agricoltura Camera), Vincenzo Lavarra (Responsabile Forum Agricoltura PD) e il Colonnello Giuseppe Vadalà del Corpo Forestale dello Stato.

Per rappresentare il mondo dell’agricoltura erano presenti tra gli altri, oltre al presidente di UNIMA, Aproniano Tassinari, i vertici di Coopagri, Coordinamento Cooperative Agricole CIA e Coldiretti.

Il DdL, denominato "Misure volte all’innovazione e alla competitività delle imprese del settore agromeccanico", è il frutto di un intenso lavoro di consultazione condotto da UNIMA presso le imprese agromeccaniche e della successiva elaborazione dei risultati che ha portato, grazie al continuo coordinamento dell’associazione con le istituzioni e alla straordinaria disponibilità dimostrata da queste ultime, attraverso i propri rappresentanti, alla stesura del testo presentato.

Tra i punti chiave del DdL il "costo zero" per lo Stato e l’obiettivo dichiarato di combinare la qualificazione professionale di addetti e aziende, volta a garantire maggiore sicurezza e tutela dei lavoratori, con una certificazione su base volontaria per le imprese agromeccaniche in possesso dei requisiti richiesti, che permetta di assicurare tracciabilità e garanzia dei servizi.

A livello nazionale il testo era già stato presentato alla Camera, dove ha sinora riscosso, al pari di quanto avvenuto al Senato, un ampio consenso “bipartisan”, anticipando quelle convergenze tra forze politiche diverse, alla base del governo Monti, su questioni tecniche di interesse generale.

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