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"Estensione dell'utilizzo della sostanza "penconazolo"

La Commissione UE sollecita l'Italia a recepire le disposizioni della direttiva sui prodotti fitosanitari

La Commissione europea ha invitato l'Italia a notificare le disposizioni nazionali di attuazione come prescritto dalla direttiva 2010/34/UE per quanto riguarda l'estensione dell'utilizzo della sostanza attiva "penconazolo." L'invito si configura quale "parere motivato" come previsto dalle procedure d'infrazione dell'UE. Se entro due mesi non perverrà una risposta soddisfacente la Commissione potrà decidere di deferire l'Italia alla Corte europea di giustizia.

L'Italia non ha comunicato le misure di attuazione della direttiva 2010/34/UE per quanto riguarda l'estensione dell'utilizzo della sostanza "penconazolo". Per tutte le sostanze attive si deve comprovare che esse sono sicure se si vuole ottenere l'autorizzazione a immetterle sul mercato. Spetta agli operatori del settore fornire i dati atti a comprovare che una sostanza può essere utilizzata in modo sicuro in relazione alla salute umana e all'ambiente.

La salute umana e l'ambiente sono aspetti estremamente importanti per la Commissione europea soprattutto allorché si tratta dell'autorizzazione di prodotti fitosanitari. I fitosanitari contribuiscono a rendere più competitivo il mercato UE e danno ai consumatori una più ampia scelta di prodotti sicuri e di buona qualità.

In seguito alla valutazione delle ulteriori informazioni fornite dall'industria dei fitosanitari la Commissione è giunta alla conclusione che non è più necessario limitare l'applicazione del penconazolo esclusivamente nelle serre come stabilito nella direttiva 2009/77/CE.

La Commissione ha avviato all'inizio di quest'anno la procedura d'infrazione di cui all'articolo 258 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) inviando all'Italia una lettera di costituzione in mora. Con l'invio di un "parere motivato" la Commissione sollecita formalmente l'Italia ad intervenire per ottemperare al diritto UE entro un periodo di due mesi. Successivamente la Commissione può decidere di deferire l'Italia alla Corte di giustizia dell'Unione europea se l'Italia non avesse fatto i passi necessari per assicurare l'ottemperanza alla normativa.

Data di pubblicazione:



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