Maurizio Gardini (Fedagri):

UE: se il bilancio agricolo diminuisce, impossibile raggiungere gli obiettivi della Commissione Europea

"Nella battaglia per il mantenimento e il rafforzamento della spesa agricola all’interno del bilancio dell’Unione Europea occorre l’unità di tutte le rappresentanze del mondo agricolo e industriale: solo una lobby coordinata dell’intero agroalimentare italiano potrà agire con efficacia per sensibilizzare il Governo nazionale".

Così il presidente di Fedagri-Confcooperative Maurizio Gardini commenta la comunicazione della Commissione Europea sul riesame del bilancio pubblicata oggi.
"Il documento della Commissione – commenta Gardini – ben individua gli obiettivi da realizzare nel prossimo futuro, che sono l’aumento dell’occupazione, la riduzione delle emissioni nocive, il miglioramento della ricerca/innovazione e il far uscire dalla povertà circa 20 milioni di persone. Si tratta di obiettivi che sono raggiungibili solo mantenendo la spesa agricola e che non possono essere a carico soltanto dell’agricoltura".
 
"Il bilancio agricolo - ha spiegato Gardini – ha già progressivamente ridotto negli anni il suo peso all’interno della spesa comunitaria passando dal 60% degli anni ‘80 al 40% attuale. La spesa pubblica è una coperta corta e se si travasano risorse da un capitolo all’altro per affrontare nuove sfide quando le vecchie non sono state ancore vinte, si indebolisce solamente un sistema: abbiamo ridotto la spesa agricola ogni anno 'deviandola' su temi di interesse di tutti i settori produttivi e sociali".

"L’agricoltura comunitaria ha ancora bisogno di misure di mercato perché solo attraverso lo sviluppo della competitività delle aziende agricole si possono garantire nuovi posti di lavoro ed il superamento del lungo periodo di crisi che sta attraversando l’Europa. Pur rendendoci conto della necessità di una ripartizione più equa delle risorse tra Paesi, questa non può passare attraverso una semplice revisione dei meccanismi di premialità dei pagamenti diretti, ma deve essere legata ad effettivi obiettivi di sviluppo e di competitività".
 
Tra gli obiettivi della nuova PAC c’è anche quello di far meglio comprendere al cittadino perché la spesa agricola è necessaria. "Apprezziamo in quest’ottica – conclude Gardini – che la comunicazione della Commissione contenga una chiara presa d’atto di un tema che da molto tempo la nostra organizzazione sottolinea, ossia quello della spesa per la burocrazia europea. Quasi 8 miliardi di euro del contribuente europeo (pari a circa il 6% dell’intera spesa pubblica) alimentano l’euroburocrazia. Iniziamo a far vedere ai cittadini europei il nostro impegno nella riduzione di quelle spese e non di altre, che invece servono a garantire la sicurezza e la salubrità di ciò che mangiamo".

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