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Cia Bologna: patata come alternativa alla bietola, ma servono terreni vergini

La patata? Potrebbe essere una coltura in grado di recuperare la perdita di superfici a barbabietola, ma occorre perfezionare un 'sistema' che consenta ai produttori lo scambio dei terreni, per assicurare una più intensa rotazione agronomica.

La proposta di confronto con gli interlocutori agricoli viene dalla Cia-Confederazione Italiana Agricoltori, la quale evidenzia come la patata sia un prodotto 'complementare' per la pianura e per la montagna e che quindi non mette i territori in competizione, anzi li integra.

"Per la pianura, le patate rappresentano grandi quantità indirizzate alla Grande distribuzione e alla trasformazione", osserva Raffaella Zanni, presidente della Cia di Bologna. "Per la montagna, essa rappresenta un prodotto di nicchia, di qualità e non certamente per i volumi che esprime, per le ovvie ragioni geografiche. Ed è proprio per questo motivo che la Cia di Bologna e la Cia di Imola lavoreranno insieme per raggiungere un obiettivo comune che unisca tutta la provincia e faccia decollare un meccanismo virtuoso di collaborazione tra imprese agricole" spiega la Zanni. "La riflessione potrebbe partire proprio dagli spazi di mercato lasciati liberi dal settore bieticolo, superfici che possono essere occupate da un prodotto come la patata, che può ben adattarsi in molti terreni".

Massimo Pirazzoli, presidente della Cia di Imola, invita le organizzazioni a riflettere sulla necessità di dare risposte ai produttori in questo settore in espansione e punto di riferimento dell’economia agricola provinciale.

"Per produrre un prodotto di qualità, i requisiti che debbono avere i terreni è, come si dice in gergo, la 'verginità' – aggiunge Pirazzoli – fattore determinante e fondamentale per ottenere buona qualità. Uno strumento innovativo come lo scambio temporaneo dei terreni, disciplinato in termini giuridici da formule contrattuali, potrebbe in tal senso servire da stimolo al settore. Siamo consapevoli che questi sono solo alcuni spunti. E' per questo che intendiamo confrontarci con tutti gli attori protagonisti di questo settore: le istituzioni, i ricercatori e tutta la filiera. L’intento è quello di accrescere la nostra capacità propositiva e metterla al servizio delle nostre aziende agricole".

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