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La dolcezza vitaminizzante dei cachi

Frutti originari dell’Oriente, ricchi di zuccheri, fibre, vitamina C e provitamina A, e contenenti una piccola quota di proteine, i cachi sono quasi un dessert: si mangiano maturi, col cucchiaino, gustando la loro dolcezza esaltata dalla particolare consistenza morbida e cremosa.

Maturano in autunno, tra settembre e novembre, quando gli insetti sono pochi e quindi è scarsa la necessità di trattamenti sulla pianta, ma hanno caratteristiche particolari che richiedono alcune attenzioni al momento dell’acquisto, per poterli gustare al meglio.

Chiamati anche Loti, stimolano la funzionalità dell’intestino per via delle fibre, diuretici grazie al potassio, benefici per la vista per i caroteni, energetici e quindi adatti all’alimentazione di bambini e sportivi, utili per rinforzare i vasi sanguigni e le difese immunitarie grazie alla vitamina C in essi contenuta.

Sconsigliati ai diabetici per il loro alto contenuto zuccherino (circa il 15%), non sono adatti neppure a chi è sovrappeso, perché apportano molte calorie (un frutto può arrivare oltre le 200) e danno uno scarso senso di sazietà a causa della loro consistenza.

La pianta, oltre all’uso alimentare, è utilizzata in falegnameria e ha un significato simbolico che la lega alla pace e alla vita.

Storia
La coltivazione intensiva della pianta, originaria della Cina, è stata iniziata dai Giapponesi. I cachi sono arrivati in Europa alla fine del Settecento, ma all’inizio si sono diffusi soltanto come piante ornamentali. La coltura a scopo alimentare risale invece al 1860, quando è stata avviata in Francia, per passare poi all’Italia.
Oggi le regioni maggiori produttrici di questo frutto sono l’Emilia e la Campania, oltre alla Sicilia da cui proviene il caco di Misilmeri, famoso in tutto il mondo.

Come acquistarli e consumarli
I frutti non sono pronti per il consumo appena colti, ma vanno lasciati maturare ulteriormente (un processo chiamato ammezzimento) per eliminare il caratteristico effetto "legante" che si manifesta al palato a causa del contenuto in tannini. Se si acquistano dei cachi ancora acerbi, si può accelerare il processo di maturazione lasciandoli a temperatura ambiente vicino a mele o pere, frutti che sviluppano etilene, una sostanza che ne accresce il contenuto zuccherino.

Una volta maturi, però, sono delicati e si conservano soltanto per pochi giorni, in frigorifero. I cachi maturi si riconoscono dalla pelle lucida, quasi trasparente (che deve però essere integra) e di un color arancio intenso, e dalla consistenza soda ma cedevole.

C’è una varietà, nota come "cachi vaniglia" o "cachi mela", che ha una polpa più compatta, minore tenore tanninico e gusto meno dolce, che può essere consumata subito dopo il raccolto.

Mentre i primi si mangiano col cucchiaio, dopo averli tagliati a metà, questi ultimi possono essere tagliati a fette.

Curiosità
Il legno della pianta, duro e resistente, inattaccabile dai tarli, viene usato per produrre oggetti e utensili. Della stessa famiglia botanica fa parte l’ebano, che dà un legno molto pregiato.

Il caco è considerato simbolo di pace da dopo la seconda guerra mondiale. Soltanto alcuni alberi di questo frutto, infatti, sopravvissero al bombardamento atomico di Nagasaki, nel 1945.

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