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Spagna e Italia concordano su un eccesso nell'import di pomodori dal Marocco

Secondo l'organizzazione agricola spagnola Fepex, ma anche secondo i produttori siciliani, nel mese di ottobre, primo mese della stagione del pomodoro, il Marocco avrebbe violato le disposizioni dell'accordo di partenariato con l'UE, sia in termini di volume delle esportazioni sia per quanto riguarda i prezzi, con ciò provocando, ancora una volta, il crollo delle quotazioni di mercato per il pomodoro in tutta l'Unione Europea.

In Marocco, la campagna di esportazione ha avuto inizio il 14 ottobre ed è proseguita fino alla fine del mese. Le esportazioni totali verso l'UE hanno raggiunto un volume di 24.000 tonnellate, a fronte di una quota per il periodo stabilito dall'accordo commerciale con l'UE fissato a 10.600 tonnellate. Per il mese di ottobre, tra l'altro, non sono previste quote supplementari di prodotto. Si sarebbe insomma ripetuta la situazione dello scorso ottobre, quando la quota pattuita fu superata.

Inoltre, nel periodo citato - dal 14 al 31 ottobre - i valori di importazione dei pomodori originari del Marocco sono risultati ben al di sotto del prezzo concordato di entrata, pari a 461 euro per tonnellata per 8 giorni. L'accordo UE-Marocco prevede che, se il prezzo di entrata è molto inferiore a quello concordato, si dovrebbe applicare uno specifico dazio (che raggiunge i 20,8 euro per quintale): la tariffa scatta se il prezzo d'entrata è inferiore del 92% rispetto al pattuito. FEPEX ritiene che tali tariffe di penalità non siano state pagate.

Per FEPEX, l'elevato volume di importazioni a basso prezzo, per giunta agevolate dal mancato pagamento dei dazi doganali, ha portato al crollo dei mercati UE, aggravando la crisi in cui l'intero settore spagnolo è immerso.

Dello stesso parere un gruppo di lavoro creato a Palermo per affrontare queste problematiche, dove al problema della concorrenza sleale si sommano considerazioni di carattere fitosanitario e di sicurezza alimentare.

Qualunqueprodotto in arrivo da un paese terzo, una volta giunto in Europa deveessere sottoposto a rigidi controlli, in modo da verificare cherispetti le misure a tutela della salute fissate dalla nostralegislazione. I controlli alle frontiere, nel caso dell'ortofrutta,vengono effettuati a campione. Si verificano il livello di residuomassimo dei pesticidi e gli additivi utilizzati nel processo diproduzione. E' necessario intensificare i controlli e prevederestrumenti in grado di differenziare l'offerta, in modo che ilconsumatori siano informati sull'effettiva origine del prodotto.

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