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Abruzzo, gli agricoltori lanciano un appello: non svendiamo la patata Agria

Gli agricoltori di Fucino si preparano alla raccolta della patata Agria e lanciano un appello anti-crisi: "Non abbassiamo il prezzo vendendola a meno di 15 euro al quintale". Dopo aver assistito alla progressiva diminuzione del prezzo della patata Agata, o precoce, i contadini cercano di mettere in campo tutte le loro forze per evitare un ulteriore crisi che sarebbe fortemente nociva per l'economia marsicana.

"Attualmente la patata Agria è molto richiesta", ha spiegato Ottavio Perrotta della cooperativa La Serra di Celano. "I commercianti cercano di acquistarla ad un prezzo basso, ma i contadini non la devono vendere a meno di quindici euro, perché il prodotto è di qualità e rispetto allo scorso anno ce n'è il 30% in meno".

Il mercato dell'Agria è soprattutto quello dell'industria e del meridione. Viene acquistata per la lavorazione, gnocchi, purè, patatine fritte, o per le sue proprietà tardive. Quest'anno però anche l'Agria ha risentito del calo della produzione e già dai primi giorni di raccolta, le settimane passate, i contadini si sono accorti che rispetto all'anno passato otterranno una buona fetta in meno di prodotto.

"La patata Agria è la patata del Fucino per antonomasia", ha spiegato Dino Iacutone, presidente del consorzio di Bonifica. "Sono pienamente d'accordo sul mantenere il prezzo alto prima di tutto perché in questo modo si può evitare un crollo, come accaduto già per l'Agata, e poi perché la patata Agria è l'unica che può essere conservata nei magazzini, e non nei frigoriferi, per diversi mesi senza marcire".

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