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Una panoramica sul mercato russo – 33ma settimana

Il mercato ortofrutticolo in Russia, nel corso della 33ma settimana, ha manifestato un certo squilibrio. Da un lato, infatti, si è registrata domanda da parte dei commercianti locali, d’altro canto però non si sono potuti trovare prodotti rispondenti alle loro necessità, stante il fatto che il mercato è diventato molto selettivo sul fronte del rapporto qualità/prezzo.

Anche il clima ha favorito questo andamento, con elevate temperature in Siberia – oltre 25 gradi centigradi – e negli Urali – oltre 30 gradi, alimentando la domanda per drupacee e agrumi; d’altra parte, le temperature più fredde nella zona della Russia europea – circa 15 gradi a San Pietroburgo – ha avuto effetti sulla domanda di mele e pere.

In generale, gli scambi sono apparsi più dinamici sulle piazze di Mosca e San Pietroburgo, rispetto alle altre regioni del paese. Pochi i nuovi cargo in arrivo: soltanto un vascello dal Sudafrica, con meno di 3.000 pallets, prevalentemente agrumi. L’arrivo delle navi cargo dall’Argentina era previsto per il fine settimana – 2.600 pallets, di cui circa 1.500 di limoni, 850 di mandarini e 250 di arance.

Arance
Il Marocco sembra essere in grado di battere tutti i record di shelf-life! Ancora si trova in giro prodotto della vecchia stagione, riconfezionato, riproposto, persistentemente disponibile, cosa che chiaramente mette sotto pressione tutto il comparto, con prezzi di soli 0,27 $/kg (stesso livello della settimana 32ma). Tuttavia, chi è alla ricerca di merce di buona qualità deve sborsare qualcosa in più, anche considerata la scarsa offerta di arance relativamente buone. Il prodotto sudafricano è stato perciò collocato a 1,35 $/kg, quello brasiliano a circa 1,04 $/kg. Viceversa, la quotazione delle arance argentine è diminuita, a causa della loro scarsa qualità: 0,82 – 0,93 $/kg nel corso della 33ma settimana.

Limoni
Le scorte risalenti a precedenti arrivi sono state compravendute a prezzi abbastanza diversi tra loro. Il livello più basso è stato pari a 0,245 $/kg! Tuttavia, la quotazione annunciata per i limoni freschi è molto più alta: 1,60 $/kg, anche se si tratterà di vagliare il livello qualitativo di questa merce non appena sbarcherà dalle navi. In caso di problemi, tutto il mercato dei limoni potrebbe uscirne completamente a pezzi.

Mandarini
Ancora elevata la domanda di mandarini sul mercato russo, con pochi nuovi arrivi: solo qualche carico della varietà Nova proveniente dal Sudafrica. Data la buona qualità della merce, il prezzo è balzato a 2,26 $/kg, mentre l’offerta per i mandarini argentini dei nuovi arrivi si è attestata sul livello di 1,85 $/kg.

Pompelmi/Pomelo
I pompelmi argentini sono stati venduti in un range di prezzo compreso tra 0,41 e 0,82 $/kg. Si è manifestata una certa domanda anche sul prodotto sudafricano, con prezzi a partire da 1,23 $/kg. La cosa ha costituito un segnale positivo per il mercato dei pompelmi, da tempo strascinatosi a livelli molto bassi.

Mele
Le mele sono state l’indicatore degli squilibri del mercato nel corso della 33ma settimana. Mentre merce da tutte le provenienze non è certo mancata sul mercato – si pensi alle mele dalla regione del Krasnodar, di piccolo calibro e prezzo a partire da 1,15 $/kg, o a quelle non ancora del tutto perfette nella coloritura provenienti dalla Moldova (vendute a partire da 1,315 $/kg) o le mele polacche offerte a circa 1,60 $/kg, quelle serbe di varietà Mutsu (2,06 $/kg), o le Early Gold francesi quotate a 2,15 $/kg e perfino mele Granny argentine che si sono trovate qua e là a 0,42 $/kg! – eppure, malgrado la sovrabbondanza di prodotto, la domanda è stata in alcuni casi superiore all’offerta, soprattutto a Mosca e San Pietroburgo. Diversamente, in alcune regioni periferiche si sono avuti problemi nel piazzare le varietà rosse provenienti dall’Argentina, cosa che ha collocato il livello dei prezzi anche al di sotto dei valori ottenuti la settimana prima. Negli Urali, le prime mele di produzione locale – che hanno fatto la loro comparsa sul mercato grazie all’anticipo nella maturazione dovuto al clima più caldo – sono state vendute a partire da 1,44 $/kg.

Pere
La disponibilità di pere sul mercato russo si è fortemente ridotta; malgrado ciò, i prezzi hanno iniziato a calare, pur in presenza di una forte domanda da parte del mercato. La varietà William è risultata quella più costosa (1,99 $/kg), in quanto commercializzata su distanze più lunghe rispetto alla Guyot. Il prezzo di quest’ultima è sceso da 1,93 $/kg in avvio di settimana, fino a 1,645 $/kg sul finire della stessa.

Uva da tavola
Il mercato dell’uva da tavola ha mostrato alcuni segnali di trend discendente, anche se non manifestatesi pienamente nel corso della 33ma settimana. Al prezzo top si è posizionata la merce italiana, con la varietà Red Globe quotata 3,41 $/kg. Anche il prezzo dell’uva Cardinal si è allineato a questo livello. L’uva proveniente dall’Uzbekistan – la cosiddetta “dita di dama”(“Lady’s finger”) – ha mantenuto la sua quotazione a 2,88 $/kg, stante la limitata disponibilità. Stranamente, la varietà italiana Vittoria, che ha più o meno le stesse caratteristiche della “Lady’s finger”, si è attestata ad un livello di prezzo inferiore: – 2,59 $/kg. Stessa quotazione anche per l’uva Palieri, sempre di provenienza italiana. I prezzi per la Sultana turca sono leggermente diminuiti, fino a 1,81 $/kg. Questa varietà si è ritagliata una fetta del mercato solitamente occupato dalla Superior egiziana, che quest’anno ha presentato cattive caratteristiche gustative (prezzo: 1,30 $/kg). Al livello più basso si è collocata la Sugraone marocchina, offerta a 0,73 $/kg.

Kiwi
Visti gli arrivi molto limitati, i prezzi sono ulteriormente aumentati: 2,75 $/kg il livello registrato nel corso della 33ma settimana.

Verdure
Tra i prodotti d’importazione, solo le carote hanno avuto ancora spazio negli scambi, con il prezzo top ottenuto dal prodotto cinese - 1,03 $/kg – seguito a breve distanza da quello olandese - 0,99 $/kg. Le carote polacche hanno spuntato solo 0,70 $/kg, a causa di una cattiva calibrazione e di una non buona presentazione. Quest’anno, le carote di produzione locale sono giunte sul mercato in ritardo rispetto al solito: le prime offerte si sono attestate su prezzi di 0,33 $/kg. A 0,14 $/kg, invece, sono stati offerti i primi cavoli cappuccio locali, mentre le cipolle hanno quotato a partire da 0,33 $/kg. Il prezzo dei pomodori provenienti dal Dagestan è stato pari a 0,62 $/kg, mentre il prodotto in serra ha spuntato 0,82 $/kg. Al livello più basso di prezzo si sono collocati i cetrioli bielorussi - 0,245 $/kg.

Frutta estiva
La stagione delle amarene si è conclusa rapidamente. Se all’inizio della settimana i prezzi erano scesi a 1,30 $/kg, sul finire della stessa sono schizzati a livelli record - 3,70 $/kg! Pesche e nettarine hanno monopolizzato gli arrivi di nuova merce, con prodotto disponibile da tutti i principali paesi d’origine, ma con un prezzo sostanzialmente unico, pari a 1,50 $/kg, per la merce greca, serba, macedone, turca, polacca e uzbeka, tanto che il mercato stava quasi per collassare. Le albicocche di provenienza turca sono state vendute a 1,44 $/kg, senza incontrare una forte domanda. Le susine polacche e serbe sono state lentamente collocate in un range di prezzo compreso tra 1,15 e 1,32 $/kg. La domanda per questo prodotto è risultata decisamente inferiore rispetto ad un anno fa.

Pavel Bandurovsky
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