© Christian Lagerek | DreamstimeIl mercato europeo del trasporto delle merci su strada entra nel 2026 con una divaricazione netta tra tariffe contrattuali e spot. Nel primo trimestre - secondo il rapporto European Road Freight Rates redatto da Iru, Upply e TransportIntelligence - l'indice dei contratti a lungo termine è salito a 140,1 punti, con un aumento di 8,9 punti su base annua, mentre quello a pronto è sceso a 132,3 punti, in calo di 2,8 punti rispetto al trimestre precedente. Secondo gli analisti, ciò riflette un quadro operativo instabile. Le imprese tendono a fissare capacità e costi su orizzonti più lunghi, mentre il mercato spot risente della debolezza della domanda, della stagionalità successiva al periodo natalizio e di consumi frenati dall'inflazione.
L'andamento delle tariffe avviene in un contesto di flessione dei volumi reali scambiati su strada tra le principali economie dell'Ue pari all'otto percento su base annua. Il tasso di risparmio delle famiglie europee è indicato al 14,4%, elemento che segnala una minore propensione alla spesa e quindi una pressione più contenuta sui flussi di merci. Ciò conferma quindi che il prezzo del trasporto non è sostenuto da una crescita diffusa della domanda, ma dal trasferimento dei rischi operativi, energetici e regolatori lungo la filiera.
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Fonte: Trasporto Europa