C'è una storia, nel cuore della Tuscia viterbese, che profuma di terra smossa, di fatica e di un coraggio d'altri tempi. È la storia della Cooperativa Ortofrutticola Produttori Associati (C.O.P.A.), che nel 2026 taglia il traguardo storico del suo 50° anniversario. Un traguardo che non è solo una data sul calendario, ma il racconto vivido di una comunità che ha saputo trasformare i frutti della propria terra in un'eccellenza riconosciuta ben oltre i confini nazionali.
© Cooperativa Ortofrutticola Produttori Associati (C.O.P.A.)
Le origini: il coraggio di nove sognatori
Tutto ha avuto inizio il 5 marzo del 1976. In un'epoca in cui l'agricoltura locale aveva bisogno di nuove prospettive, nove soci fondatori (Tommaso Cecchini, Sante Cecchini, Gian Carlo Frappolli, Massimo Marroni, Eutizio Gentili, Arturo Archibusacci, Federico Frappolli, Bernardina Cecchini ed Elisabetta Paladini) decisero di unire le forze. Guidati dal primo presidente, Tommaso Cecchini, versarono un capitale sociale di sole 180.000 lire: una cifra simbolica, ma che rappresentava la semina di un futuro più dinamico e sicuro. Alla fine del primo anno, l'entusiasmo era già contagioso e i soci passarono a 29.
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Solo tre anni dopo, nel 1979, i ricavi superarono il miliardo di lire e la percezione del brand cambiò radicalmente, grazie a traguardi di respiro internazionale. Il Premio Nazionale Mercurio D'Oro (1979) e la partecipazione strategica alla Fiera Anuga di Colonia (1980) proiettarono l'ortofrutta di Canino fuori dai confini regionali.
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Le tempeste degli anni '80 e la resilienza agricola
Come ogni storia legata alla natura, non sono mancati gli inverni rigidi. Gli anni '80 portarono con sé gravi perdite economiche e l'abbandono di diversi soci. Fu un periodo buio, in cui la tentazione di arrendersi fu forte. Ma l'agricoltore conosce l'arte della resilienza. Facendo tesoro delle esperienze passate, la C.O.P.A. seppe rialzarsi, riprendendo a marciare con il giusto passo negli anni '90. In questo decennio l'asparago verde iniziò ad assumere un ruolo da protagonista, garantendo stabilità produttiva e reddito.
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Il nuovo millennio: dai garage all'alta tecnologia
La mera rinascita della cooperativa prende forma negli anni 2000. La qualità delle produzioni ottiene riconoscimenti su scala nazionale. Il 2009 segna un punto di svolta cruciale: l'inaugurazione della nuova e moderna sede operativa, una vera "casa" dotata di grandi celle refrigerate e magazzini efficienti. È un salto epocale. Fino a quel momento, la lavorazione dell'asparago era un rito manuale e artigianale, che spesso si svolgeva nei garage di famiglia.
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Dal 2010, con l'acquisto della prima linea meccanizzata, la C.O.P.A. entra nell'era industriale. Negli anni successivi arrivano i sistemi di pesatura automatizzata (2015), la legatura robotica e il sofisticato taglio ad acqua millimetrico (2017). Un'evoluzione tecnologica che ha permesso alla cooperativa di superare le 1.350 tonnellate di asparagi lavorati, aprendo le porte dei mercati esteri, dal Centro-Nord Europa fino agli Emirati Arabi.
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L'IGP e le nuove sfide
L'unicità del prodotto non è frutto del caso. I terreni di origine vulcanica, ricchi di ferro, magnesio e potassio, uniti al microclima e all'uso pionieristico dell'acqua calda naturale geotermica, che permette di riscaldare le radici e anticipare il risveglio delle piante fin da gennaio, rendono l'asparago verde di Canino un prodotto sui generis. Nel 2019, per tutelare questo patrimonio, la cooperativa ha varato un piano strategico mirato al riconoscimento dell'Indicazione Geografica Protetta (IGP).
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Ma la C.O.P.A. non si è fermata all'asparago. Ha saputo differenziare, aprendo nuove ed entusiasmanti filiere commerciali: dalla coltivazione del kiwi giallo e verde, alla reintroduzione della mandorla, con oltre 130 ettari investiti in un moderno impianto per la sgusciatura ottica e manuale. Senza dimenticare la storica collaborazione per il pomodoro da industria e la produzione di meloni, angurie, zucchine e carciofi.
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Una grande famiglia che guarda al domani
Oggi, la C.O.P.A. non è solo un'azienda agricola, ma un vero e proprio pilastro sociale del territorio. I numeri parlano chiaro: 130 aziende agricole associate, 730 ettari di coltivazioni, 120 dipendenti e un fatturato 2025 di ben 8,4 milioni di euro. La cooperativa vanta un dinamismo raro: il 33% dei soci ha meno di 45 anni e il 25% delle aziende è a conduzione femminile.
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"Celebrare questi primi 50 anni significa onorare il sudore di chi ha piantato i primi semi e, allo stesso tempo, guardare con fiducia alle sfide future, unendo innovazione, sostenibilità e amore incondizionato per la propria terra", ha sottolineato l'attuale presidente, Sergio Marcoaldi.
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C.O.P.A. festeggerà i suoi 50 anni a Macfrut 2026 (Rimini Fiera, 21-23 aprile), presso la collettiva della Regione Lazio, in Hall B5 - Stand 111.
Per maggiori informazioni:Società Agricola C.O.P.A. soc. coop.
Via Pietro Nenni snc
01011 Canino (VT) - Italy
+39 0761 438207
[email protected]
www.copacanino.it