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Se n'è parlato in un convegno lo scorso 2 dicembre

Strumenti evoluti per affrontare i cambiamenti nel fare agricoltura

In un contesto di cambiamenti climatici, garantire produzioni con elevati standard quali-quantitativi è diventata una sfida ardua. La nuova Pac (Politica agricola comune), con l'intento di rendere le produzioni sostenibili dal punto di vista economico, ambientale e sociale, ci invita a perseguire obiettivi specifici: contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici, spingere verso uno sviluppo sostenibile dell'uso di risorse naturali come acqua, suolo e aria, e contribuire alla difesa della biodiversità.

Quindi diventano necessari strumenti tecnici innovativi che migliorino la qualità delle produzioni. Proprio questo è stato il focus principale di cui si è parlato al convegno tenuto lo scorso 2 dicembre a Cittanova, in provincia di Reggio Calabria.

"Le reti antigrandine fotoselettive Iridium migliorano le produzioni e le rendono possibili in alcune zone dove, in loro assenza, si avvertirebbero delle difficoltà - spiega Bruno Gagliardo, Amministratore Delegato di Agrintech - Le reti fotoselettive permettono di gestire lo spettro luminoso e la luce assorbita dalle piante; inoltre, evitano la bagnatura delle coltivazioni sottostanti e le proteggono dal gelo".

Agrintech propone dal 1983 soluzioni innovative a sostegno della qualità delle produzioni agricole. L'azienda si è evoluta nel tempo, cercando di cogliere le varie esigenze, traducendole in soluzioni innovative e al passo con i tempi. Ne è l'emblema la tecnologia Iridium delle reti fotoselettive sviluppate dall'azienda.

L'innovazione è in continua evoluzione, in casa Agrintech, grazie alla attività di ricerca e di test condotti in collaborazione con l'Università. Dal 2021, è in corso un nuovo Progetto di Ricerca sulle protezioni per le colture di frutta tropicale, in collaborazione con l'Università Politecnica delle Marche e il Prof. Davide Neri. Il progetto si chiama RE.M.A.RE, acronimo di Reti Multifunzionali per l'Agricoltura di pREcisione.

"A volte, l'eccesso di luce in frutteto è un danno per la produzione, soprattutto quando tutta la superficie fogliare vi è esposta. Anche perché la luce va a influenzare, anche se in maniera indiretta, il ciclo vegetale e attiva una serie di stress abiotici su pianta - E' quanto afferma il prof. Davide Neri dell'Università Politecnica delle Marche -  Il più delle volte, i sistemi di copertura con reti diventano necessari per proteggere le piante da pioggia, grandine, insetti, quelli con tecnologia fotoselettiva permettono di gestire il tipo di luce. Le reti fotoselettive costituiscono una protezione multifunzionale, poiché migliorano anche le condizioni di lavoro degli operatori, i quali si trovano esposti a una radiazione solare ridotta del 20%".

"Quindi le reti fotoselettive - prosegue Neri - presentano una serie di vantaggi: modificano l'intensità e lo spettro luminoso in entrata, lasciando passare la radiazione luminosa fotosinteticamente attiva (400/700 nanometri). Quindi la pianta ha a disposizione l'energia giusta per trasformare il carbonio inorganico in carbonio organico, si ha un buona luce diffusa nella chioma, si garantisce uno spettro luminoso ottimale per la fotosintesi e la foto morfogenesi, e si garantiscono temperature ottimali giorno/notte. In questo modo, si assicura una produzione maggiore e una migliore qualità dei frutti".

Da un progetto internazionale di autorevoli ricercatori, Agrintech sta sviluppando da tempo in Italia, in collaborazione con Università, Centri di Ricerca ed Istituti Sperimentali, la tecnologia Iridium.

"Questa tecnologia - spiega Giovanni Gagliardo (in foto a lato) di Agrintech - si avvale di pigmenti speciali e di un processo produttivo all'avanguardia. La maglia è più fitta, con tessitura a giro inglese che, oltre ad aumentarne la resistenza meccanica, rappresenta anche una barriera contro la Cimice asiatica. Abbiamo lavorato per migliorare il master, per garantire una maggiore tenuta del colore nel corso degli anni. I continui cambiamenti climatici, con eventi estremi sempre più frequenti, ci impongono adeguamenti strutturali sia sulle reti sia sulla ricerca di accessori di qualità, per facilitare e garantire all'utilizzatore finale un impianto in sicurezza. Infatti l'innovazione non si ferma alle reti: i pali sono realizzati in ferro per avere strutture più stabili, più flessibili, più durature nel tempo grazie alla zincatura Magnelis®, resistente alla corrosione. Sono più leggeri, più maneggevoli, più sicuri. Non comportano problemi di smaltimento del materiale, perché permettono, a fine vita, anche di recuperare parte del costo grazie alla rivendita del materiale".

Al convegno è intervenuto anche Mauro Moreno della G-Agro, la prima realtà italiana a produrre e commercializzare ammendanti pensati per la produzione dei tè di compost. Dalle numerose prove in laboratorio e in campo, è emerso che questi "tè di compost di nuova generazione" permettono interessanti vantaggi produttivi, oltre che ambientali, soprattutto in frutticoltura. Particolarmente interessanti sono ad esempio le potenzialità di contrasto ad alcune delle problematiche che di recente stanno colpendo il settore, come la stanchezza del terreno e la moria del kiwi.

Infine l'intervento di Fabrizio Ferraiuolo, responsabile per la ricerca e sviluppo della società OFYLIA, una startup tecnologica che sta diffondendo tecniche colturali innovative che fanno uso di sistemi di supporto decisionale. La presentazione pone l'accento sui vantaggi dell'agricoltura di precisione: in primis la razionalizzazione dell'uso degli input produttivi, che permette una riduzione dei costi di produzione, e notevoli benefici per l'ambiente. "Con queste tecnologie - dice Ferraiuolo - è possibile monitorare l'incremento di produttività ed è possibile stimare i costi delle produzioni, razionalizzandoli proprio grazie all'uso delle centraline Ofylia dotate di tecnologie per il supporto decisionale".

In chiusura, è l'agrotecnico Franco Saccocci a presentare nel pratico i risultati ottenuti su tutte le produzioni ottimizzando l'utilizzo dell'acqua, semplicemente monitorando i dati provenienti dalla sensoristica Ofylia.


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