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Il rischio è quello di una 'guerra tra poveri'

Comparto cipolle: continua il confronto fra agricoltori e confezionatori

Il prezzo delle cipolle precoci che stanno per essere estirpate continua a tenere banco. Da un lato, c'è il mondo produttivo che deve ammortizzare costi saliti alle stelle, dall'altro i confezionatori che, allo stesso modo, hanno costi da affrontare e cercano di ottenere il massimo da una GDO che è molto restia a concedere aumenti. Si rischia una guerra tra poveri che non porterà giovamento a nessuno. Dopo un primo articolo in cui abbiamo sentito il parere di due confezionatori (cfr. Freshplaza del 18/05/2022), ha replicato un agricoltore (cfr. FreshPlaza del 24/05/2022). E oggi è il turno di un altro confezionatore che vuol dire la sua, replicando all'agricoltore. 

"Mi intrometto nei ragionamenti - esordisce l'operatore, che vuole rimanere anonimo - e vorrei replicare all'agricoltore, facendogli presente che siamo tutti sulla stessa, ammalorata, barca. Lui dice che 
'Nonostante questo, il commerciante italiano non vuole pagare adeguatamente il prodotto che ritira'. Cosa significa adeguatamente? Il prezzo che decide il produttore guardando a casa propria e in base al proprio tornaconto? I prezzi vanno creati nelle sedi opportune come le Camere di Commercio, non tra pochi attori in conflitto di interessi".

L'agricoltore aveva detto 'E non è vero inoltre che ci siano scorte di cipolle del 2021'. Ecco la replica del confezionatore: "Al 24/05/22 in Emilia Romagna sono ancora notevoli le scorte di prodotto vecchio in alcuni magazzini. Ovviamente la qualità sarà da verificare, essendo la stagione già molto avanti, ma i lotti di ottima qualità possono resistere ancora alcune settimane, senza alcun tipo di problema".

'L'anno scorso, in Italia - osserva l'agricoltore - c'è stata scarsissima produzione'. "Appunto, talmente poca che è stata pagata tantissimo (a vantaggio del produttore) e dopo 10 mesi di frigoconservazione (con gli aumenti, quelli veri, della corrente elettrica che tutti conosciamo bene e sono documentabili), noi confezionatori ci ritroviamo a vendere nettamente sottocosto".

'Dall'estero hanno bisogno di prodotto fresco'. La replica: "Tutti vogliono il prodotto fresco, ovviamente, e lo comprano non solo dall'Italia, ma anche dalla Spagna e dall'Egitto con accordi preparati un anno per l'altro".

L'agricoltore aveva detto: '...e i nostri confezionatori vogliono tenere il prezzo al minimo, per guadagnare di più'. Non si fa attendere la risposta: "Non mi esprimo sulla gravità di una simile frase, che offende aziende che da sempre lottano per mantener viva e attiva una filiera che ha una importanza economica e strategica, specialmente nella regione italiana più importante per questa coltura. I confezionatori vogliono tenere una quotazione che consenta loro di offrire merce alla GDO a un prezzo congruo, perché è evidente a tutti che da gennaio a ora c'é stato un autentico blocco dei consumi con cifre ufficiali che parlano di -15% per le cipolle (ufficiali, non le chiacchiere da bar)".

'Devono smettere di sfruttarci tutti gli anni, altrimenti chiudiamo. Abbiamo troppi costi e tutti i rischi sono a carico nostro'.

"Sfruttarci? Faccia i nomi se ha il coraggio, denunci alle autorità competenti, mettendoci dati e faccia, altrimenti si eviti di spargere veleno: sono più di vent'anni che si parla di guerra dei poveri tra produzione e commercio, che nessuno vuole alimentare, ma non si parla mai di costruzione di valore comune o strategie di vendita. Tutti hanno aumenti dei costi da coprire, in tutto il mondo, ma non si può nemmeno pensare di fare prezzi che non tengano conto della situazione odierna dei consumi".

'La prima cosa da eliminare è il conferimento. Se vuoi la merce, devi stabilirne il prezzo: a ciascuno spetta la sua parte, per pagarci le spese e guadagnare qualcosa'.

Precisa il confezionatore: "Perfetto, per me sarebbe da bandire per legge, però facciamo così: voi produttori compratevi tutti migliaia e migliaia di 'economicissimi' cassoni (che rispondano ai criteri di sanità più stringenti), organizzatevi tutti per fare i ritiri e stoccaggio in frigo, attivate tutti la filiera GlobalGAP, Grasp etc, create le condizioni affinché il prodotto sia vendibile anche 10 mesi dopo e poi il 'commerciante cattivo' verrà spazzato via. Buon divertimento e buon lavoro".

'L'agricoltore non può essere sempre quello a cui rimane il cerino in mano'. Replica: "L'agricoltore é un attore della filiera, un commerciante a sua volta: ho sempre odiato chi non ha un atteggiamento limpido e costruttivo, ma il rischio d'impresa esiste per tutti, cooperative comprese".

E conclude il confezionatore: "Continuo a sostenere che si debba creare una interprofessione formata da attori seri e lungimiranti, che mettano al centro i dati ricavati da tutti i soggetti di filiera, passando da campi sperimentali e rilevazioni continue di areali e cifre di produzioni reali e trasparenti, dai semenzai alla GDO, che affrontino il tema della competitività internazionale, della ricerca applicata ai risultati, e che faccia comunicazione, che ci permetta di tornare ad essere una nazione che possa essere attivamente un player internazionale, che possa fare squadra verso i paesi dell' Africa e del Medio Oriente.
Smettiamo di puntare sempre il dito sui "commercianti cattivi e alla GDO che ci uccide": ognuno di noi deve fare il proprio mestiere con perizia e umiltà".

"Spero di essermi spiegato bene: abbiamo davanti mesi molto difficili, che saranno molto peggiori di quelli passati. Le polemiche lasciamole ai talk politici o sportivi".


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