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Magazzini di ritiro e lavorazione stretti fra agricoltori e Gdo

Cipolla gialla: la ruota gira ma quale è il prezzo giusto?

Sta per iniziare la campagna della cipolla gialla precoce nel nord d'Italia, con Veneto ed Emilia Romagna in pole position per le scavature e la messa in vendita. Probabilmente, le prime partite saranno pronte ai primi di giugno, ma quest'anno la situazione è complicata. 

"O la cipolla viene pagata di più, o la filiera rischia di saltare - esordisce un operatore emiliano che acquista e lavora cipolle - perché i costi di produzione sono aumentati a tutti i livelli e non si può lavorare sottocosto. Il problema è che, da un lato, gli agricoltori vorrebbero cifre che normalmente sono molto alte, anche 30 centesimi al kg in campo, mentre dalla Gdo non arrivano segnali positivi".

Quest'anno, inoltre, vi sono ancora scorte di prodotto sia in Italia sia all'estero, per cui non c'è una forte richiesta. Il prodotto 2021 è di alta qualità e non ha problemi di conservazione: il rovescio della medaglia è che si è giunti alla campagna attuale ancora con scorte a disposizione e non con i magazzini totalmente vuoti. 

"Lo scorso anno le precoci - gli fa eco il titolare di un altro altro magazzino sito fra Veneto ed Emilia - sono state pagate mediamente sui 20 centesimi/kg. Se dipendesse da me, pagherei agli agricoltori qualunque cifra, ma sono i nostri clienti finali, Gdo e grossisti, che stanno facendo resistenza".

Gli operatori ricordano inoltre che, mentre il produttore di cipolle per l'annata 2021 non hanno affrontato particolari aumenti di costi, i confezionatori è dallo scorso mese di ottobre che subiscono gli aumenti. "In pratica, l'agricoltore sul prodotto del 2021 ha vissuto un'annata normale, ma per noi i costi di stoccaggio sono aumentati fin dallo scorso ottobre, riducendo le nostre marginalità".

Il concetto che i confezionatori vorrebbero che passasse è questo: da un lato, la Gdo deve capire che i costi sono elevati e che occorre aumentare i prezzi, dall'altro i produttori non possono sperare in aumenti stratosferici. E anche gli stessi confezionatori devono limare ogni centesimo per tenere in vita la filiera agricola quanto i propri magazzini.  


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