I principali operatori agricoli sono presenti in Marocco da molti anni, ma hanno sempre dovuto affrontare un importante limite nelle loro strutture e programmi: la normativa marocchina vietava alle persone fisiche o giuridiche straniere e alle società marocchine di proprietà di stranieri di possedere terreni agricoli. Pertanto, gli operatori stranieri hanno potuto sfruttare i terreni agricoli solo attraverso contratti di locazione o censimenti enfiteutici.
La situazione ora sta cambiando, perché il divieto di acquisto dei terreni agricoli è stato abrogato dalla Legge 62/2019, entrata in vigore quest'anno.
Tale norma consente alle società per azioni (sociétés anonymes) e alle società per azioni (sociétés en commandite par action) marocchine di acquisire terreni agricoli senza alcuna limitazione, anche se tutto il loro capitale appartiene ad azionisti stranieri. L'acquisizione del terreno deve essere autorizzata da una commissione regionale per gli investimenti, dopo che gli interessati hanno presentato alla suddetta commissione un progetto di investimento agricolo.
Il momento scelto per questa svolta non è casuale, in quanto apre nuove opportunità per i fondi e le società agricole spagnole e straniere, ora che l'interesse a investire nel settore agricolo è al massimo. La resilienza del settore alle ultime crisi ha portato a sempre maggiori acquisizioni di aziende agricole.
Sono molte le aziende che, nonostante le rigide normative finora vigenti, stanno effettuando importanti investimenti dall'altra parte dello Stretto, attratte della produzione precoce di alcuni prodotti ortofrutticoli e dalle particolari condizioni socioeconomiche che rendono il Marocco un attore importante nella coltivazione di prodotti come agrumi, pomodori, fagioli e fragole, tra molti altri. Ad esempio, a seguito della Brexit e degli accordi commerciali raggiunti tra Marocco e Regno Unito, a gennaio 2021 le esportazioni di prodotti agricoli marocchini verso questo Paese sono cresciute del 51%, rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Questa percentuale è salita alle stelle, fino al 459%, nelle esportazioni di fragole. Pertanto, il 75% dei piccoli frutti e il 25% dei pomodori consumati nel Regno Unito provengono attualmente dal Marocco, che già supera i Paesi Bassi come fornitore di frutta e verdura nel Regno Unito.
La legge è già entrata in vigore, ma la sua effettiva applicazione è subordinata all'evoluzione normativa, che deve disciplinare alcune questioni, come le specifiche che l'acquirente del terreno deve rispettare e il tipo di contratto di vendita da utilizzare.
Fonte: cincodias.elpais.com