State utilizzando un software che blocca le nostre pubblicità (cosiddetto adblocker).

Dato che forniamo le notizie gratuitamente, contiamo sui ricavi dei nostri banner. Vi preghiamo quindi di disabilitare il vostro software di disabilitazione dei banner e di ricaricare la pagina per continuare a utilizzare questo sito.
Grazie!

Clicca qui per una guida alla disattivazione del tuo sistema software che blocca le inserzioni pubblicitarie.

App icon
FreshPublishers
Apri nell’app
APRI
L'avvocato Gualtiero Roveda spiega le novità introdotte

Frodi in ortofrutta: con la nuova legge sarà più difficile barare su origine e provenienza

Il 15 aprile 2026 la Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge sulle "Disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani". Il provvedimento interviene su tre piani: penale, amministrativo e dei controlli. La riforma punta a rafforzare la tutela del patrimonio agroalimentare intervenendo insieme su reati, sanzioni e vigilanza di filiera. Analizziamo le novità con l'avvocato Gualtiero Roveda.

Freshplaza (FP): In termini generali, che provvedimento è, e perché riguarda da vicino anche il settore ortofrutticolo?
Gualtiero Roveda (GR): È un intervento di riordino e di irrigidimento del sistema repressivo agroalimentare. Non guarda solo alle frodi più eclatanti, ma prova a rendere più coerente l'intero impianto: quello penale, quello amministrativo e quello dei controlli. Per questo interessa da vicino anche settori come l'ortofrutta, dove il valore del prodotto passa da origine, provenienza, qualità dichiarata, tracciabilità e correttezza delle informazioni rese al mercato.

© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.it

FP: Qual è la logica di fondo della riforma?
GR: La logica è duplice: da un lato si tipizzano meglio alcune condotte e si rafforzano le conseguenze sanzionatorie; dall'altro si vuole rendere più incisiva l'attività di controllo. Quindi non è solo una legge che 'aumenta le pene', ma una riforma che spinge le imprese verso una compliance più concreta, più documentata e più verificabile.

FP: Quali sono, in prima battuta, i profili che le imprese ortofrutticole dovrebbero osservare con più attenzione?
GR: Direi soprattutto tre: tracciabilità, informazioni al consumatore e tenuta della documentazione commerciale. Nell'ortofrutta il rischio non si gioca soltanto sul prodotto materiale, ma anche su tutto ciò che lo accompagna: etichette, cartellinatura, documenti di trasporto, schede prodotto, claim, riferimenti all'origine, alla provenienza o al biologico.

FP: Venendo al penale: la frode alimentare non esisteva già?
GR: La tutela penale contro le frodi alimentari non nasce oggi. La novità è che il legislatore introduce un nuovo autonomo reato di 'frode alimentare', l'art. 517-sexies c.p., e lo colloca nel nuovo capo dedicato ai delitti contro il patrimonio agroalimentare. Parallelamente abroga l'art. 516 c.p. e l'art. 517-bis c.p., nel tentativo di costruire un assetto più organico. Accanto alla frode alimentare compare poi il nuovo reato di 'commercio di alimenti con segni mendaci', l'art. 517-septies c.p.

FP: Per l'ortofrutta, dove si concentra il rischio concreto?
GR: Si concentra nei punti in cui prodotto, documento e dichiarazione commerciale devono coincidere. Penso all'indicazione di origine o provenienza, alla qualità e quantità dichiarate, ai riferimenti al biologico, ai lotti, alla documentazione di trasporto, fino alla vendita online. Il nuovo impianto guarda infatti anche alle condotte realizzate tramite comunicazione a distanza e strumenti digitali, e considera aggravanti, tra l'altro, i casi che riguardano prodotti indicati come biologici senza certificazione.

Articoli Correlati → Vedi