I punti chiave richiesti dal Movimento nazionale per l'agricoltura

Sburocratizzazione, semplificazione e profonda conoscenza del settore per sanarlo

Nei giorni scorsi, abbiamo pubblicato diversi interventi di operatori del settore che hanno delineato quelle che, secondo loro, sono le criticità attuali del mondo ortofrutticolo, sulle quali il nuovo ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Stefano Patuanelli, dovrebbe lavorare.

Oggi riportiamo l'intervento, giunto in redazione come lettera aperta, del Movimento nazionale per l'agricoltura, attraverso la voce di Pietro Losito e Lorenzo Cistulli, che fanno parte del direttivo.

"Sburocratizzare, semplificare e avere una profonda conoscenza del settore per sanarlo: questi sono i punti chiave. Gli agricoltori italiani devono essere messi al pari dei colleghi europei. Per questo motivo, chiediamo di portare il costo dei contributi previdenziali agricoli alla media europea: gli italiani, in questo momento, sono ben al di sopra di tale media", sottolinea Losito.

"Chiediamo, inoltre, regole uguali per tutti i Paesi comunitari sull'uso dei prodotti fitosanitari: un principio attivo bandito in Italia, dovrebbe essere vietato in tutta l'Ue. Perché poi, in Italia, le sostanze autorizzate hanno un costo più elevato? In questo modo, la nostra competitività è rasa al suolo e i costi di produzione aumentano. Un controllo, non solo a campione, di tutte le partite di ortofrutta in entrata sui mercati italiani dovrebbe essere un must: nel nostro Paese, dovrebbe entrare solo merce con limiti massimi di residui autorizzati".

"Necessaria è anche la modifica sulle norme sulla sicurezza studiata per il settore agricolo - aggiunge Cistulli - Non è infatti possibile applicare la stessa norma del settore industriale, in quanto le dinamiche sono completamente diverse. Vogliamo una norma ad hoc per l'agricoltura. E, per farlo, si deve conoscere profondamente questo settore. Un altro punto che sosteniamo è l'istituzione del vecchio libretto sanitario per i lavoratori, con il supporto delle Asl, in modo da rendere più serio e trasparente l'intero iter".

"Chiediamo, inoltre, un testo unico agricolo che preveda i contratti di filiera e non più provinciali, in modo da unificare il costo per mansione a livello nazionale. Non è infatti possibile che un raccoglitore di uva, ad esempio, nella provincia di Bari venga pagato a un prezzo e nella provincia di Taranto a un altro. C'è necessità di uniformare i contratti e, anche in questo caso, snellire la burocrazia. Ci sono aziende che possiedono terreni in diverse province".


Una delle riunioni svolte pre-coronavirus (Foto fornita dal Movimento nazionale per l'agricoltura)

Rinforzare i controlli nelle zone rurali a causa dei troppi furti (materiali, produzioni, macchinari) è un altro punto che il Movimento sottolinea. "Riguardo alle royalties, chiediamo di studiare un sistema perfetto, che vada bene sia per la produzione sia per la commercializzazione. Proponiamo che al breeder che ha sviluppato la varietà venga riconosciuto il relativo contributo per poterla utilizzare, ma poi il produttore dovrebbe essere libero di venderne i frutti a chiunque, senza limiti nella commercializzazione", continua Cistulli.

Infine, il Movimento pone altre due questioni urgenti. "Chiediamo di sospendere per un anno i contributi agricoli previdenziali a causa del Covid-19, al fine di dare un po' di ossigeno alle aziende, specie a quelle che ne hanno maggiormente risentito. Un piccolo aiuto in un momento critico. Spingiamo, inoltre, per una riforma per l'attribuzione del carburante agricolo: meno trafile e carte da presentare ai vari patronati, focalizzandoci sui supporti telematici. Snellire la burocrazia è il punto fondamentale e lo Stato ci guadagnerebbe molto", conclude Losito.


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