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Focus sul mercato mondiale dei mirtilli

Nella 42ma settimana del 2020, il mercato dei mirtilli è stato determinato soprattutto da Messico, Perù e Sudafrica. Sugli scaffali di tutti i continenti vengono offerti soprattutto i mirtilli peruviani: stanno tornando in Cina e ora che la stagione europea e nordamericana si è conclusa, i mirtilli di questo Paese sudamericano vengono nuovamente offerti in abbondanza. Ciò che colpisce, tuttavia, è che un numero maggiore di Paesi sudamericani si sta affermando con maggiore enfasi sul mercato mondiale. In Australia i prezzi sono crollati a causa di un'offerta abbondante.

Paesi Bassi: nonostante la maggiore offerta, sul mercato c'è carenza di mirtilli
Attualmente il mercato dei mirtilli olandese è dominato dal prodotto proveniente da Sud America e Sudafrica. Secondo un importatore, alcuni nuovi Paesi produttori stanno emergendo con un'enfasi sempre maggiore. "In Sud America, per esempio, oltre a nazioni già affermate come Perù, Cile, Uruguay e Argentina, sono sempre di più i piccoli frutti in arrivo da Brasile e Colombia, con una qualità di fascia media. Dall'Africa notiamo un volume crescente in arrivo dalla Namibia e dallo Zimbabwe".

Secondo l'importatore, la situazione attuale sul mercato è molto positiva. "Il Perù e la maggior parte degli altri Paesi hanno una produzione più elevata rispetto agli anni precedenti, ma nelle ultime settimane sul mercato c'è stata una carenza e la domanda è risultata molto elevata. Il Perù sta raggiungendo il picco nei volumi e quindi ci sono più campagne promozionali. Una tendenza sorprendente è che vengono praticate sempre più promozioni con formati tra i 400 e i 750 grammi e una prevalenza per il formato da 500 grammi. Si tratta di uno sviluppo molto positivo, perché significa che le scorte si stanno smaltendo rapidamente. Anche nei programmi regolari, soprattutto nei supermercati tedeschi, si nota una transizione sempre più marcata dal formato da 125 grammi verso quello da 200 grammi".

Germania: un anno notevole per il prodotto domestico
In Germania la stagione del mirtillo si sta concludendo quasi ovunque. Solo in alcuni luoghi si vendono ancora piccole quantità in maniera diretta. Attualmente il Perù domina l'offerta, ma anche Sudafrica e Argentina stanno dando il loro contributo. Secondo un importatore, nonostante l'Argentina disponga di un buon raccolto, i volumi trovano solo un accesso limitato al mercato europeo a causa della carenza di capacità di trasporto aereo dovuta al coronavirus. La domanda proveniente dal settore al dettaglio è molto modesta e vengono offerti prevalentemente i formati da 200 e 300 grammi invece di quello da 500 grammi.

A causa della carenza di lavoratori stagionali e dei danni causati dal gelo, in alcune zone la coltivazione domestica è stata fino al 40% al di sotto della media. L'effetto positivo dei mirtilli sul sistema immunitario ha ulteriormente incrementato le vendite, in questi tempi dominati dalla pandemia. Perciò, in parte, la stagione si è conclusa un po' prima del solito. Infine, si osserva che in Germania il mirtillo sta diventando un prodotto che viene sempre più offerto per tutto l'anno.

Italia: stagione praticamente conclusa
La stagione del mirtillo italiano può considerarsi conclusa. O almeno non risultano produzioni rilevanti. Sui mercati all'ingrosso è presente prodotto proveniente dal Perù.

Un importante operatore del nord d'Italia, che ha terminato la campagna a settembre, afferma che la produzione italiana sta aumentando ogni anno, dal punto di vista quantitativo. Allo stesso tempo si punta sempre di più sulla qualità, sulle varietà che danno calibro maggiore e garantiscono migliore shelf life. "Nella campagna 2020 le rese ad ettaro sono state nella media e anche i prezzi sono stati soddisfacenti. Sono stati compresi fra 6 e 12 euro/kg a seconda del periodo, del calibro e della qualità. All'inizio della campagna, nei mesi di maggio e giugno, ci sono stati problemi di reperimento della manodopera a causa del Covid-19, ma poi la situazione si è stabilizzata". Al nord d'Italia diversi produttori coltivano il mirtillo anche sotto serra, allo scopo di anticipare la raccolta a metà maggio.

In Campania, la campagna del mirtillo è terminata ad agosto. "E' stata senz'altro un'annata positiva ma senza particolari entusiasmi. Sono stati prodotti buoni quantitativi, ripagati mediamente 4-5 euro/kg" riferisce un operatore. 

Al momento sui mercati all'ingrosso, si registra la presenza di mirtillo peruviano, di I categoria e in vaschette, a circa 15 euro/kg.

Sudafrica: previsioni riviste al ribasso a causa delle basse temperature
In Sudafrica il volume dei mirtilli è più basso di quanto inizialmente previsto, a causa delle basse temperature registrate nelle regioni settentrionali del Paese. Per questa stagione, Berries ZA ha stimato il raccolto a circa 23.000 tonnellate, di cui 17.000 destinate all'esportazione. Ora i volumi raccolti sono stati adeguati a 22.000 ton, con un calo notevole anche nelle esportazioni. Fino alla settimana 41 sono state esportate 3.703 ton di mirtilli, con destinazioni principali Regno Unito e Paesi Bassi. La stagione sudafricana del mirtillo raggiungerà il suo picco nelle prossime dieci settimane.

Cina: ill mercato ricomincia a importare dal Perù
Sul mercato cinese sono già disponibili i primi mirtilli d'importazione. Per il momento, si tratta ancora di merci spedite per via aerea, ma tra qualche settimana il prodotto arriverà via nave in container reefer. Alcuni esportatori cinesi osservano che quest'anno i piccoli frutti sono di qualità inferiore perché un numero maggiore di piccole aziende sudamericane possono vendere i loro prodotti in Cina e non sempre offrono una qualità adeguata. A causa di questa differenza qualitativa, l'andamento delle vendite non è positivo come l'anno scorso. Tuttavia, alcune grandi aziende che si sono già fatte un nome sul mercato cinese non se ne preoccupano, in quanto le loro vendite stanno andando bene. Di conseguenza, alcuni grandi operatori hanno incrementato le loro esportazioni verso la Cina.

Quest'anno il prezzo medio dei mirtilli importati è leggermente più alto rispetto all'anno scorso, perché i coltivatori hanno grandi aspettative sul mercato cinese e chiedono prezzi più alti. Anche i grandi esportatori hanno prezzi elevati, ma su un livello stabile. Quest'anno, per la prima volta, i mirtilli peruviani stanno arrivando anche sul mercato locale di Taiwan. I primi container reefer di mirtilli sono partiti all'inizio di ottobre. Tuttavia, per la maggior parte degli esportatori l'attenzione resta concentrata sulla Cina continentale.

Stati Uniti: mercato limitato
Attualmente l'offerta di mirtilli è limitata sul mercato nordamericano. Ci si aspetta una notevole carenza soprattutto nelle settimane 42 e 43. La stagione domestica è terminata e ora il mercato dipende dalle importazioni da Messico e Perù. I volumi di mirtilli di buona qualità dovrebbero essere superiori del 20-25%, ma per il momento non si vede arrivare nulla.

Nel frattempo, negli Stati Uniti stanno arrivando alcuni volumi di mirtilli dal Perù. Anche in tale Paese ci si aspetta un raccolto maggiore, ma al momento l'import non è ancora consistente.

La carenza è in parte determinata dalle quantità dirette in Europa e in Asia. Dopo tutto, quando il Perù ha cominciato la stagione il prezzo era basso e così i mirtilli sono stati dirottati verso altre destinazioni. Gli Stati Uniti diventano interessanti solo quando ci sono volumi consistenti. Le importazioni hanno avuto, quindi, un effetto sulla produzione interna di mirtilli. Per molte zone di produzione la finestra di mercato è diventata più competitiva. Il passaggio a nuove varietà è spesso difficile, perché ci vogliono 10-12 anni prima che le piante diventino adulte.

Sebbene al momento i mercati vadano bene, dovrebbero arrivare a stabilizzarsi a novembre e un coltivatore della Carolina del Nord si aspetta che nelle prime tre settimane di novembre si raggiungerà una commercializzazione di 28-32 dollari, grazie alle quantità in aumento. Il Perù ha registrato un picco nella raccolta poco più di una settimana fa e tale produzione dovrebbe raggiungere il Nord America entro la settimana 44. In quel momento, anche l'offerta messicana sarà più cospicua. Secondo un coltivatore, "dal punto di vista dell'offerta si intravede una luce, ma qui negli Stati Uniti ci sarà ancora qualche settimana di carenza sui mercati".

Messico: aumento del 20-25% 
Per i coltivatori messicani il picco della stagione è iniziato a ottobre e, in generale, si stima che le quantità aumenteranno del 20-25%. Gli Stati Uniti sono la principale destinazione di esportazione. Le quantità totali spedite sono ancora in crescita e gli importatori statunitensi al momento notano un'offerta limitata. Le esportazioni messicane dovrebbero aumentare nelle prossime settimane e dovrebbero arrivare altri volumi dal Perù. Ciò potrebbe comportare una pressione sui prezzi.

Argentina: qualità migliore
Attualmente in Argentina la stagione dei mirtilli è in pieno corso, anche se i volumi sono più bassi di quelli di Perù e Messico, che sono i principali fornitori in questo periodo dell'anno. Gli importatori notano una qualità superiore nei frutti argentini rispetto all'anno scorso.

Perù: stagione più lunga e raccolti più abbondanti
Quest'anno in Perù c'è stato un inizio di stagione un po' sfalsato. A seconda del raccolto, il volumi totali dovrebbero aumentare del 40% rispetto all'anno scorso, anche se è ancora troppo presto per confermare questa previsione iniziale. L'Europa, gli Stati Uniti e la Cina riceveranno la quota maggiore. La stagione dovrebbe durare fino a febbraio. Con l'aumento delle quantità, i prezzi tenderanno al ribasso, il che è normale in questo periodo della stagione.

Australia: i prezzi sono scesi drasticamente a causa di un'offerta abbondante
Nel Nuovo Galles del Sud, in Australia, la stagione dei mirtilli è in pieno svolgimento e, nelle ultime settimane, i prezzi di vendita sono scesi drasticamente a causa di un'offerta abbondante. Nonostante la buona qualità, nella maggior parte dei grandi supermercati il prezzo per una vaschetta da 125 grammi ha oscillato intorno ai 2,50 dollari australiani (1,51 euro) e, a volte, è persino sceso al di sotto di questo livello.

Nuova Zelanda: ulteriore crescita del valore delle esportazioni
Secondo l'ultima edizione annuale di Fresh Facts, in Nuova Zelanda le esportazioni di mirtilli hanno continuato ad aumentare anno dopo anno. Nel 2019 il valore d'esportazione di questi frutti è stato di 38,9 milioni di dollari neozelandesi (21,89 milioni di euro), nel 2018 è stato di 34,8 milioni di NZD (19,6 milioni di euro) e nel 2000 di 6,8 milioni di NZD (3,8 milioni di euro). Il rapporto ha mostrato anche che su una superficie totale coltivata di 640 ettari, il raccolto è stato di 3.040 ton per un valore di 23 milioni di NZD (13 milioni di euro) nella stagione 2018/19. I mirtilli trasformati a livello domestico hanno registrato un valore di 2,8 milioni di NZD (1,6 milioni di euro).


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