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Per un ex rivenditore, operare a livello locale e' ovvio

Con i suoi anni di esperienza come rivenditore, tra cui 13 anni come buyer, poi responsabile vendite e acquisti presso Intermarché, David Triffault, oggi direttore commerciale dell’azienda Jardin de Limagne, intende imprimere uno sviluppo all'intero settore ortofrutticolo nella regione dell'Alvernia (Francia centrale).

La sua precedente esperienza gli consente di identificare il reale bisogno di frutta e verdura locale sugli scaffali dei supermercati della sua regione.

"Jardin de Limagne era uno dei miei fornitori di patate e condimenti, e io cercavo disperatamente frutta e verdura locali per i negozi della regione, perché è ciò che i consumatori chiedono".

Il crescente interesse verso i prodotti locali è sempre più visibile anche tra i produttori. "Dati i prezzi globali della barbabietola e dei cereali, i produttori sono sempre più alla ricerca di diversificazione. Quindi il localismo può rappresentare un compromesso molto interessante per tutti".

Jardin de Limagne: una vocazione puramente regionale
Un anno fa, David è entrato a far parte della società indipendente Jardin de Limagne, creata dagli agricoltori sotto forma di cooperativa.

"Abbiamo una vocazione prettamente regionale. I contratti che firmiamo sono con i nostri produttori locali. Attualmente stiamo lavorando con 12-13 agricoltori che operano nel raggio di 19 miglia intorno all'azienda. Forniamo loro i piani, la supervisione tecnica e, in cambio, loro conferiscono la loro intera produzione, che noi commercializziamo in base alla domanda. Attualmente disponiamo di 3.000 tonnellate di produzione propria".

David: "Voglio davvero difendere il terroir e i nostri imballaggi vanno di pari passo con questa ambizione. Sulla confezione delle nostre patate Agata, per esempio, è scritto "ideali per l'aligot", mentre per la varietà a pasta soda, la confezione recita "ideali per la truffade", entrambi piatti regionali, al fine di attrarre un massimo di consumatori locali, da Clermont-Ferrand a Lione".

Alvernia: un generoso contesto per prodotti di qualità
Il core business dell'azienda è la patata. Ma la sua seconda attività sono i condimenti: aglio, cipolle e scalogno. "L'Alvernia ha un terroir ideale per questi prodotti, che risultano di eccezionale qualità e sono riconosciuti da tutto il settore. L'escursione termica tra il giorno e la notte conferisce un bellissimo colore ramato alle cipolle. Per quanto riguarda l'aglio rosa dell'Alvernia, è elencato nel Patrimonio Immateriale dell'UNESCO e abbiamo chiesto di ottenere la Denominazione di Origine Controllata (DOC) o la Denominazione di Origine Protetta (DOP)". David aggiunge anche che tutti i prodotti regionali sono attualmente venduti con l'etichetta associativa "Bravo l'Auvergne".

"Ho deciso di promuovere tutti quei prodotti locali della tradizione - conclude David - Voglio difendere il territorio dell'Alvernia che ha un suolo eccezionalmente ricco e una cultura identitaria che rivaleggia con quella dei baschi o dei bretoni".


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