Italia: scompare la lattuga Lollo meridionale dagli scaffali della Gdo tedesca

Secondo quanto riferito a FreshPlaza da alcune fonti interne al settore sementiero, già dallo scorso luglio 2013 il segmento delle lattughe "Lollo" al Sud Italia sta soffrendo una nuova politica commerciale da parte di alcune catene della grande distribuzione tedesca.

Per rispondere a nuovi standard qualitativi, nonché affrontare la crisi dei consumi e ottimizzare la redditività dei punti vendita, alcuni retailer hanno deciso di eliminare del tutto l'inserimento a scaffale di queste lattughe specialità, sostituendole con analoghe produzioni provenienti da colture in serra o fuori suolo oppure, in alcuni casi, rimpiazzandole con assortimenti di frutta secca.



"E' una questione puramente economica - spiega una delle fonti - le insalate fresche sono prodotti altamente deperibili e, se i consumi cominciano a flettere, i supermercati sono costretti a gettare via la merce. La frutta secca, invece, oltre alla ben più lunga conservabilità, comporta minori problemi di approvvigionamento, dato un numero limitato di grandi fornitori; inoltre, il suo valore al kg non è paragonabile a nessun altro prodotto ortofrutticolo!"

Secondo un'altra ditta sementiera: "La decisione dei retailer tedeschi sta comportando una flessione delle superfici destinate alla coltivazione delle lattughe di tipo Lollo nel Sud Italia, specialmente nella regione Puglia. In questo fenomeno ha certamente influito una stagione invernale temperata, che ha ampliato l'offerta di analoghi prodotti coltivati in Nord Europa, i quali, anche per una questione logistica e di vicinanza, hanno prevalso nelle scelte dei buyer rispetto alla produzione del Sud Italia."

Ciò sembrerebbe avvalorato dal fatto che non tutti gli areali italiani soffrono un calo delle produzioni; quelli che coltivano lattughe sotto serra infatti, come in Campania, stanno aumentando le superfici e lo stesso può dirsi per il Nord Italia, ad esempio il Veneto.



Una terza testimonianza ci riferisce che il calo interessa non soltanto la Lollo ma anche la lattuga Foglia di Quercia, mentre non ci sono certezze su come evolverà la situazione per le Scarole.

"Chi ne abbia tratto vantaggio a scapito delle produzioni meridionali non lo sappiamo con certezza; per ora girano soltanto molte voci. Di certo registriamo un calo produttivo in Puglia, regione che negli ultimi dieci anni aveva visto invece un notevole sviluppo in queste produzioni. Tra l'altro, l'assorbimento da parte del comparto fresh-cut (IV gamma) non è sufficiente a costituire un'alternativa al ben più ampio commercio dei cespi interi."


Foglia di Quercia rossa.

Italia, il Paese dell'insalata
Gli Italiani risultano primi al mondo per il consumo di lattughe e primi in Europa per produzione (terzi a livello mondiale). Ogni anno, in Italia, vengono prodotte 700.000 tonnellate di insalate, concentrate per il 70% in sole cinque regioni: Puglia, Campania, Sicilia, Lazio e Abruzzo.

Le insalate si possono dividere in 3 grandi famiglie botaniche: cicorie, indivie e lattughe. Tra le più famose si menzionano: Trocadero, Cappuccia (la più utilizzata in cucina per insalate e guarnizioni), Romana (protagonista della famosa Caesar Salad) e Pan di Zucchero. L'indivia scarola è molto usata nella gastronomia della Regione Campania mentre l'indivia riccia viene spesso abbinata ad altre varietà di insalate, alle quali aggiunge il suo delicato gusto amarognolo.

La celebre" Lollo" è un tenero tipo di lattuga dalla folta "chioma" riccia; ragion per cui è stata battezzata negli anni Sessanta con il soprannome di Gina Lollobrigida, allora considerata la donna più bella del mondo.



Molto famoso è anche il Radicchio rosso (una varietà di cicoria) in tutte le sue varianti venete, come quelle di Verona, Chioggia e Treviso (in foto qui sopra).

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