"Prevediamo che nel territorio della Piana di Sibari si inizieranno a raccogliere le prime produzioni di pesche (varietà Rich May, Sagittaria) nella 21ma e 22ma settimana e le prime di nettarine (varietà Early Bomba, Big Bang) nella 22ma e 23ma settimana - continua Scatà - La produzione si presenta di buona qualità, con caratteristiche organolettiche che si riveleranno eccellenti. Non si sono registrate particolari fitopatie e per fortuna la Piana di Sibari è stata risparmiata dalla grandine."
Relativamente alle varietà di pesche e nettarine precoci e medio-precoci (maturazione e disponibilità dall'inizio della terza decade di maggio fino alla prima settimana di luglio), i quantitativi pendenti rispettano la rispettiva resa per ettaro, e pertanto si registrano dei buoni volumi. "Un leggero calo stimabile attorno al 5-10% lo registriamo invece nella produzione di pesche e nettarine delle varietà che interessano il periodo di maturazione e disponibilità a partire dalla seconda settimana di luglio fino alla prima settimana di agosto."
Per le varietà tardive di pesche e nettarine, relative al periodo agosto-settembre, si registra la maggiore delusione, a causa di una presenza di frutti non differenziati. "In questo comparto varietale stimiamo che il calo potrebbe dare una riduzione quantitativa del 20-25% rispetto ad una normale resa per ettaro."
Il suddetto andamento delle disponibilità di drupacee si può considerare valido anche per gli altri territori di produzione delle drupacee della Regione Calabria.
Per quanto concerne le albicocche, in Calabria la stagione è decisamente negativa. "Manca circa il 50% di produzione, più accentuata sulle varietà medio-precoci e medio-tardive."

Commercializzazione
La produzione calabrese viene esportata per il 40% circa. I principali mercati di destinazione sono in particolare Germania, Svizzera, Austria, Inghilterra, Paesi Bassi e Paesi scandinavi. Più marginalmente i Paesi dell'Est europeo: Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e, sporadiche spedizioni, in Russia.
"Le forniture vengono concordate direttamente con i buyer delle più note insegne della Grande distribuzione organizzata-GDO. Le condizioni contrattuali rispettano le regole del Trade e possiamo affermare che di primaria importanza risultano qualità e servizi di logistica - spiega Scatà - Le quotazioni sono sempre in linea con quelle della concorrenza e, qualche volta, anche superiori in quanto si premiano le caratteristiche organolettiche del prodotto del Sud Italia. Con queste grandi Organizzazioni si ottengono commesse di ottimo spessore, a condizione che si sia in grado di garantire una continua presenza."
"Per quanto riguarda i piccoli calibri, questi interessano soltanto gli hard discount; ma è un falso problema per il produttore. Infatti nel diradamento dei frutti sulla pianta si tende sempre a lasciare un numero ottimale di frutti, proprio per ottenere calibri medio-grossi. Oggi la qualità premia!".
Sul mercato nazionale, il grosso delle forniture è destinato alle principali insegne della GDO. "Modesti sono i quantitativi avviati presso i mercati generali, con i quali i risultati sono sempre aleatori nei confronti del business impostato con la GDO."
Facendo una valutazione di ordine commerciale, secondo Scatà è bene capire come si posizionerà la Spagna, presente sul mercato europeo da tre settimane con le produzioni precoci andaluse e valenciane. "Dobbiamo capire se tra la fine di queste produzioni precoci e l'inizio di quelle delle Regioni spagnole di Murcia, Estramadura, Lleida, si creerà un allentamento dell'offerta a favore delle produzioni precoci del Sud Italia. Al momento, i produttori spagnoli manifestano delusione per via di un andamento commerciale inferiore rispetto alle medie storiche."
Per quanto riguarda, invece, le varietà di pesche e nettarine medio-tardive e tardive, la partita commerciale del Sud Italia si giocherà con le produzioni di Emilia-Romagna e Piemonte. "Sulle produzioni effettive di queste Regioni ancora i nodi non sono sciolti, nel senso che non si conoscono bene gli effetti negativi di un andamento climatico primaverile sotto certi aspetti non favorevole. Se in queste Regioni si registreranno gli stessi effetti registrati nel Sud Italia, allora ci troveremo con una stagione la cui produzione si presenterà sotto le medie delle rese quantitative varietali per ettaro."
L'esperienza commerciale di certe annate, con un 10-15% in meno di produzione nazionale ed un effetto equilibrato di domanda-offerta, ha prodotto risultati oggettivamente congrui per il produttore. "Tale effetto è dovuto anche alla presenza di una significativa offerta sul mercato europeo da parte della concorrenza spagnola - conclude Scatà - In ogni caso, la vera differenza la farà capacità di consumo nel contesto di un'economia globale carente."