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Prima parte dell'intervista esclusiva di FreshPlaza al direttore operativo della multinazionale

"Coen Bos (Fyffes): "Non escluderei una crescita del 70-80% nei prossimi 7 anni"

Con vendite europee di circa 45 milioni di casse all'anno, in questo momento Fyffes rappresenta il principale fornitore di banane in Europa. FreshPlaza ha intervistato in esclusiva Coen Bos, direttore operativo della multinazionale, il quale ha delineato i più importanti sviluppi di mercato, le possibilità e le sfide, i nuovi sbocchi commerciali e le prospettive future di Fyffes, che ha raggiunto un fatturato di un miliardo di euro l'anno scorso. "Non escluderei una crescita del 70-80% nei prossimi 7 anni" esordisce Bos.

Fyffes è leader in produzione, importazione e distribuzione di banane, ananas e meloni. "Oltre alla produzione ci occupiamo anche di acquisto, trasporto, maturazione, marketing e distribuzione." L'azienda ha sedi in Europa, Stati Uniti, America centrale e meridionale e ora anche in Cina. La sede principale si trova in Irlanda. Le origini dell'azienda risalgono al 1880; con il trascorrere del tempo ha attraversato importanti sviluppi e si è trasformata in una multinazionale.

Riportiamo qui la prima parte dell'intervista a Coen Bos.

FreshPlaza (FP): Qual è la posizione di Fyffes in Europa rispetto ad altri produttori di banane, come Chiquita , Dole e Del Monte?
Coen Bos (CB): "Se si guarda alla quota di mercato in Europa, Fyffes rappresenta il principale fornitore di banane in questo momento. Credo seguano nell'ordine Chiquita, Dole e Del Monte. Negli ultimi anni, Chiquita ha perso molte quote di mercato, soprattutto in Europa, ma anche in America. L'attuale management sembra essersi incentrato nuovamente sulle banane, cosa che potrebbe portare a un nuovo miglioramento della quota di mercato.

Del Monte è una società abbastanza costante e chiaramente sta portando avanti il proprio corso completamente integrato. Il punto di forza di questa azienda è probabilmente ancorato al settore ananas.

La nostra forza è invece l'economia di scala in Europa, così come l'organizzazione piuttosto snella che può rispondere rapidamente a diversi sviluppi. Penso inoltre che lavoriamo con spese generali relativamente basse rispetto ad altri.

Credo che ci sarà sempre una sana competizione. Ci sono buoni operatori di mercato che sanno dove vogliono arrivare e non ci renderanno la vita facile; è così però che ci si diverte in questo lavoro, non ci si annoia mai. Disponiamo di un team di persone molto qualificate e con esperienza in ogni reparto, le quali insieme possono contrastare la concorrenza. La maggior parte di loro lavora con noi da anni, difficile che si registrino delle defezioni. Molti hanno iniziato con noi da giovani e rimarranno fino alla pensione. Penso che i nostri clienti valutino e apprezzino anche questo di noi."

FP: Come è organizzato il trasporto?
CB: "In passato spedivamo tutto con le nostre navi charter, ma un paio di anni fa abbiamo rivoluzionato tutto. Abbiamo continuato con le quattro principali navi reefer, estremamente efficienti e in grado di trasportare circa 9.000 pallet, ma abbiamo anche stipulato un contratto con Maersk, che si occupa dei porti che non riusciamo a raggiungere con le nostre grandi navi. Scarichiamo nei porti di Anversa (Belgio) e Portsmouth (Inghilterra) e carichiamo in due porti in Colombia. Maersk preleva i nostri carichi in Belize, Costa Rica, Santa Marta e in Ecuador e raggiunge varie destinazioni in Europa.

FP: Sul mercato delle banane si possono guadagnare o perdere molti soldi. Al giorno d'oggi si stipulano tanti contratti di fornitura. Fyffes è ancora una società commerciale o è diventata più un fornitore di servizi?
CB: "Penso che siamo diventati più un fornitore di servizi. Se in precedenza prezzi e importi venivano impostati per settimana, ora lavoriamo maggiormente su contratti fissi di fornitura, che garantiscono prezzi e volumi per l'intero anno. Questo sviluppo è iniziato in Inghilterra e si è diffuso in tutta Europa. A causa dell'aumento delle vendite tramite la grande distribuzione, la negoziazione settimanale di prezzi e importi sta diminuendo sempre più. Ci si sposta verso l'Europa dell'Est e nei paesi del bacino del Mediterraneo, dove il commercio sul mercato libero è ancora prevalente sulla vendita al dettaglio."



FP: Siete disturbati dal fatto che al giorno d'oggi quasi ogni azienda può farsi arrivare la merce in container?
CB: "Sì, ci disturba. Credo però che ci sia meno speculazione a causa dei trasporti più costosi e dei prezzi più elevati delle banane nei paesi di origine. La grande distribuzione vuole più certezze. Il numero di operatori che si fa arrivare la merce direttamente in container è crollato notevolmente. I margini sulle banane sono, inoltre, molto bassi e tutto deve essere finanziato in anticipo. Cosa non facile con la crisi attuale."

FP: Ci sono supermercati al giorno d'oggi che si occupano anche della maturazione delle banane. Si tratta di una tendenza?
CB: "Una piccola percentuale di supermercati in Europa si occupa da solo della maturazione delle banane; si tratta di una decisione strategica da parte della singola catena. Ci sono anche supermercati che (in parte) acquistano da soli le loro banane, portate a maturazione e distribuite da terze parti. Non credo si tratti di una tendenza, perché ci sono buoni centri di maturazione nel settore, che spesso lavorano in maniera molto efficiente. I margini sulla maturazione e sulla distribuzione sono inoltre bassi, a fronte di investimenti spesso notevoli.

C'è la tendenza per i rivenditori a voler essere più vicini alla produzione e avere contatti diretti con i produttori. Questo non è sempre facile, poiché i rivenditori, soprattutto in Inghilterra, lavorano con imballaggi molto diversi."

FP: Quali sono i paesi produttori che stanno diventando i principali attori del mercato delle banane?
CB: "Ci sono vari paesi, come la Colombia, dove si sta registrando un boom economico negli ultimi sei o sette anni, il che ha portato ad una diminuzione dell'attenzione su agricoltura ed esportazione. Questi paesi hanno spesso una moneta locale poco competitiva ed elevati costi di manodopera, il che rende il frutto meno appetibile economicamente.

Un paese come il Guatemala è sulla cresta dell'onda. Ogni anno l'export di banane cresce dal 10 al 20%. Il Paese è baciato da un clima favorevole e da un buon terreno agricolo, dove si possono realizzare elevati fatturati a fronte di bassi costi di manodopera. Finora non ci sono problemi con la rivalutazione della moneta. Non credo però ci sia molto spazio disponibile per espandersi.

Si sta cercando di regolamentare l'export di banane in Ecuador, ma è molto difficile. Penso che sarà molto difficile per i piccoli produttori, in particolare, rimanere a galla. Anche lì, il frutto sta diventando sempre più costoso. Per di più, il canale di Panama sta per essere ampliato, e si prevedono tariffe più elevati per le merci in transito.

Negli ultimi anni abbiamo visto un declino delle esportazioni, soprattutto a causa di condizioni meteorologiche sfavorevoli. Questa produzione non si potrà recuperare e molte piantagioni di banane si stanno convertendo alla produzione di olio di palma o altri prodotti. Alcuni paesi hanno un accordo di libero scambio con l'Unione europea (UE) e altri no; per esempio Colombia e Costa Rica ce l'hanno, ma l'Ecuador ancora no. Questo porta a differenze di dazi doganali e a svantaggi nell'esportazione per alcuni Paesi.

Non c'è disponibilità di terreni per le banane in Costa Rica, in quanto molte aree sono destinate alla produzione di ananas. Inoltre devono essere rispettate molte regole per gestire un'azienda agricola in Costa Rica. Ecco perché credo questo Paese rimarrà abbastanza statico in ambito di esportazioni di banane."

FP: Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di collaborare con un'azienda che produce banane in Africa occidentale?
CB: "Sono stato in Camerun e Costa d'Avorio non molto tempo fa e ho visto che lì si riescono a produrre buoni frutti. L'assetto politico è un po' meno stabile che altrove e si registrano fenomeni climatici a volte troppo violenti per garantire una qualità costante tutto l'anno. Il vantaggio principale è però dato dal fatto che non ci sono dazi d'importazione da pagare su tali banane. Inoltre la distanza in miglia marine verso l'Europa è inferiore a quella dal Centro America, che dovrebbe quindi tradursi in un trasporto via mare relativamente più economico."



FP: Le grandi aziende bananicole dispongono di grandi volumi di produzione propria? E cosa può riferirci in relazione a Fyffes?
CB: "Dole possiede le sue piantagioni in Costa Rica e anche Chiquita ha un certo numero di proprie piantagioni. E' la quantità di produzione a variare per ogni azienda. Dole e Del Monte hanno una quantità relativamente elevata di produzione propria. Chiquita ne ha un po' di meno. Fyffes al momento non produce molte banane, pur vedendo l'importanza di farlo; produciamo già il 100% dei nostri meloni e circa la metà dei nostri ananas."

FP: Il settore si sente ancora minacciato dalla fitopatia Black Sigatoka?
CB: "Rimane ancora un grande problema nella maggior parte dei paesi produttori e si traduce in alti costi per contrastare la fitopatia. Alcuni paesi purtroppo hanno più problemi di altri, in quanto la Black Sigatoka è solitamente legata al clima."

Domani andrà online la seconda parte dell'intervista.

Testo e Traduzione FreshPlaza Italia. Tutti i diritti riservati.

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