Oltre alle tensioni belliche tra le due Coree (quella del Nord e quella del Sud), c'è un'altra battaglia che si sta conducendo silenziosamente sugli scaffali dei supermercati di Seoul e di altre città coreane: quella tra le banane peruviane e quelle filippine. Le prime infatti hanno preso il sopravvento sulle seconde, in un rapporto di tre banane del Perù vendute per ogni banana delle Filippine.

La sproporzione si deve principalmente all'eliminazione, da parte della Corea del Sud, delle tariffe doganali che gravavano sulle banane provenienti dall'America Latina e non, come alcune voci vorrebbero, ad una sorta di "embargo" contro il prodotto filippino, in quanto trattato con agrofarmaci diffusi sulle piantagioni via aerea (metodica assai criticata recentemente - vedi anche precedente articolo).

Nonostante infatti la campagna condotta da alcune organizzazioni non governative al fine di dissuadere Giappone e Corea del Sud ad approvvigionarsi di "anti-ecologiche" banane filippine, pochi forse sanno che il disciplinare di produzione delle banane adottato nelle Filippine è stato fornito ai produttori direttamente dal ministero giapponese della salute e sicurezza alimentare ed è considerato dagli esperti del settore uno dei più stringenti al mondo.

Fatto sta, che il Natale non è stato poi molto lieto per i produttori di banane della regione filippina del Davao, i quali stavano ancora riprendendosi a fatica dai bassi prezzi incassati sul mercato in rallentamento del Medio Oriente.